POZZUOLI – La Regione Campania ha aggiornato la classificazione delle acque di balneazione territoriali attraverso una delibera di giunta. Per l’inizio della prossima stagione balneare, la qualità delle acque costiere cittadine fa registrare, purtroppo, un deciso peggioramento. I tratti marini giudicati “scarsi” ad inizio stagione 2020 sono cinque contro uno solo del 2019. La situazione è particolarmente preoccupante lungo il litorale di Cuma-Licola, dove il giudizio di idoneità è diventato “scarso” ovunque, eccetto che per il tratto denominato “Stazione Marina di Licola” (da Strada del Cantiere a Strada della Colmata) classificato come sufficiente. In peggioramento, da “sufficienti” a “scarse”, anche le acque di balneazione del tratto che va dal Rione Terra al civico 89 di Corso Umberto, circa a metà del lungomare Pertini (denominato “Pozzuoli”). Questi risultati negativi sono il frutto dei numerosi sforamenti dei valori di soglia per i batteri fecali rilevati lo scorso anno, che hanno dato vita ad un “balletto” di ordinanze di applicazione e di revoca del divieto di balneazione. Restano “eccellenti”, secondo la classificazione Arpac, i tratti di costa tra Arco Felice e Lucrino e quello che va dal civico 89 di Corso Umberto fino al confine con la città di Napoli (denominati “Terme di Pozzuoli” e “La Pietra”). Pertanto, per il litorale flegreo si resta ben lontani dalla “piena balneabilità entro il 2018” ipotizzata dal Presidente Vincenzo De Luca in occasione di una vista al Depuratore di Cuma nel Febbraio 2017.

LA CLASSIFICAZIONE – Il giudizio di idoneità delle acque deriva dall’analisi statistica degli esiti del monitoraggio, nei quattro anni precedenti, di solo 2 parametri batteriologici: Escherichia coli ed Enterococchi intestinali. Le acque di balneazione vengono così classificate di qualità: Scarsa, Sufficiente, Buona, Eccellente. Le acque “non idonee alla Balneazione” sono quelle che risultano di qualità “scarsa”. Naturalmente il giudizio può cambiare, in positivo o in negativo, in base risultati delle analisi che saranno effettuate dall’ARPAC, almeno una volta al mese da aprile a settembre.

LE MISURE – Per ciascuna acqua di balneazione classificata “scarsa”, ad apertura della stagione balneare, le Amministrazioni comunali per legge dovranno: adottare adeguate misure di gestione, inclusi il divieto di balneazione, per impedire l’esposizione dei bagnanti all’inquinamento; procedere all’individuazione delle cause e delle ragioni del mancato raggiungimento dello status qualitativo “sufficiente”; intraprendere azioni adeguate per impedire, ridurre o eliminare le cause di inquinamento; garantire l’informazione al pubblico.

LE POTENZIALI FONTI D’INQUINAMENTO – Secondo l’Arpac, le potenziali fonti d’inquinamento del litorale di Cuma-Licola (Pozzuoli) sono da individuare tra le numerose foci di canali ed alvei presenti sulla costa. In particolare, a Nord vi è la foce di Licola nella quale confluiscono i canali Abruzzese e Quarto e l’Alveo Camaldoli, che come tutti sanno sono oggetto di scarichi abusivi e non. Andando verso sud si incontrano: la foce dello scarico di fine Via Sibilia, il collettore del depuratore di Cuma ed il canale borbonico ed infine, nel territorio di Bacoli, le foci del Lago Fusaro. Sulla restante parte della costa le eventuali sorgenti d’inquinamento sono costituite dagli scarichi di emergenza della fogna comunale e di alcuni privati, che in diverse occasioni a causa di malfunzionamenti e/o di forte pioggia hanno riversato in mare reflui fognari. Da evidenziare in zona “La Pietra” la presenza dello scarico del collettore borbonico (in prossimità dell’ex “Tonga”) che, per problemi strutturali, spesso si trasforma in un vero e proprio fiume di acque fognarie. Non sono da escludersi episodici fenomeni di trasporto di inquinanti da parte delle correnti marine e delle mareggiate.