escanear0002POZZUOLI – Tragedia della “Costa Concordia”, al nostro giornale è arrivata la lettera di un componente dell’equipaggio della nave, difesa da due avvocati puteolani. Di seguito il contenuto della missiva nella quale chiede al comandante Francesco Schettino di rettificare quanto scritto nel suo libro che sabato 22 agosto sarà presentato a Ischia.

 

LA LETTERA – Sono Fiorella Silvana Panetti, 3° Commissario di Bordo membro dell’equipaggio della Costa Concordia la sera del 13 Gennaio 2012: con questa nota invito pubblicamente ed ufficialmente il Comandante Francesco Schettino, la D.ssa Vittoriana Abate e gli Editori Graus SrL e Maiello SrL a smentire e/o rettificare quanto scritto nel libro “Le Verità sommerse” a pag.na 206 al capoverso che recita testualmente “Al terzo commissario di bordo, Fiorella Silvana Panetti era assegnata la lancia n. 6, rimasta incastrata sul ponte 3.” Nulla di più falso!!! Preciso che la lancia n. 6 non era assegnata a me, ma al Capo Lancia Flores Hernandes Gustavo Fernando, e come da ruolo d’appello di bordo, io non ero nemmeno Vice Capo Lancia, che da ruolo d’appello risultava essere Bisda Cristhofer (Nota: il Vice C. Lancia è colui che sostituisce il Capo Lancia nel caso egli sia assente, come ADDETTO al mezzo marinaio, esegue gli ordini del Capo Lancia per la messa a maree l’allontanamento della lancia assegnata). Ciò che risulta vero, è che il Capo Lancia Flores non si è presentato all’imbarco. Fiorella Silvana Panetti: “Ero a bordo della Costa Concordia la sera del 13 Gennaio 2012, ho rischiato di morire e sono stata salvata dal collega Lorenzo Barabba, dal Vice Sindaco del Giglio Sig. Mario Pellegrino e dal Dottore di bordo Sandro Cinquini, che, con una corda mi hanno tirato fuori da un corridoio che era diventato un pozzo mortale dopo lo sbandamento definitivo della motonave. Non vorrei che dopo aver rischiato la vita, e dopo aver espletato il mio massimo impegno lavorativo durante tutta la fase dell’emergenza verificatasi quella sera (com’è ampiamente noto), potrei ritrovarmi con qualche profilo di responsabilità per ciò che è accaduto alla Lancia n. 6. Sono fortemente meravigliata del fatto che il Com.te Schettino possa consentire di scrivere simili inesattezze. Inoltre, sono stati utilizzati fotogrammi che mi ritraggono e sono state utilizzate mie dichiarazioni rese durante il processo senza il mio consenso. Per questo ho dato mandato ai miei legali che mi rappresentano in Italia per ogni valutazione ed azione e per la tutela di ogni mio diritto”.