POZZUOLI – Si è svolto ieri, nella sede del Centro Operativo di Protezione Civile di Pozzuoli a Monterusciello, un incontro informativo sullo stato di attività dei Campi Flegrei alla presenza del Capo Dipartimento della Protezione Civile, il dottor Angelo Borrelli. All’incontro, richiesto dal sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, hanno partecipato cittadini, rappresentanti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dell’Osservatorio Vesuviano, dei Comuni della «zona rossa» flegrea.

NESSUN PERICOLO IMMINENTE – Nella discussione è stato più volte ribadito che allo stato attuale non ci sono particolari motivi aggiuntivi di preoccupazione. Il livello di allerta per rischio vulcanico resta quello del 2012, ossia GIALLO e non ci sono segnali tali da doverlo innalzare. Ricordiamo che i livelli di allerta previsti dal piano di emergenza predisposto dalla Protezione Civile sono quattro: VERDE – Base, GIALLO – Attenzione, ARANCIONE – pre allarme, ROSSO – allarme. «Al momento nella zona flegrea è riscontrabile un sollevamento del suolo che rientra nella norma. Non ci sono motivi di allarme.», ha dichiarato il Presidente dell’Ingv, Carlo Doglioni. E ancora: «Non siamo venuti per rasserenare nessuno, bisogna tenere l’attenzione altissima senza però fare inutili allarmismi». Gli esperti hanno più volte ribadito che i Campi Flegrei sono tra i territori più controllati al mondo. In proposito, la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano, Francesca Bianco, ha precisato che la strumentazione di misura è più che adeguata alle necessità e l’eventuale momentaneo malfunzionamento di qualche sensore non pregiudica affatto la sicurezza del monitoraggio.

PROBLEMI DI COMUNICAZIONE– Dal dibattito sono chiaramente emersi diversi problemi legati alla comunicazione da parte degli organi istituzionali. Il Sindaco Figliolia ha lamentato un comportamento non sempre corretto da parte degli scienziati che spesso si lasciano andare, anche sui social, a dichiarazioni contrastanti ed in alcuni casi allarmistiche che non fanno altro che generare preoccupazione e confusione tra i cittadini. Sul punto, il Presidente dell’INGV ha risposto che s’impegnerà affinché tutto il personale si attenga al codice etico dell’Istituto nella comunicazione verso l’esterno.

PIANO DI EMERGENZA, INFORMAZIONE E FORMAZIONE – Se da un punto di vista del monitoraggio si può essere abbastanza tranquilli, si riscontrano invece ritardi sulla redazione del Piano di Emergenza Regionale, che ad oggi non risulta ancora essere ultimato, sebbene il «grosso» sembra sia stato fatto. L’ing. Luigi D’Angelo della Protezione Civile ha dichiarato che  «in presenza di segnali premonitori allarmanti, vi sarà la capacità da parte delle Istituzioni di evacuare in 72 ore le zone interessate dal pericolo.» Insomma, non possiamo sapere se e quando ci sarà un’eruzione (si spera mai), ma, nel malaugurato caso, sarebbe bene farci trovare il più possibile preparati. Per questo Protezione Civile, Regione e Comuni dovrebbero fare molto di più per informare e formare al meglio i cittadini. Un impegno che, per quanto di sua competenza, il Capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha preso: «Ogni sei mesi saremo in questa area per monitorare la situazione ed aggiornare la comunità sui rischi. Non ci sono situazioni allarmanti che possono far pensare ad un rischio vulcanico imminente».

«I PIANI URBANISTICI E DI PROTEZIONE CIVILE» –  A margine del dibattito abbiamo chiesto a Borrelli in che modo la pianificazione urbanistica dei Comuni interessati debba tener conto del fatto che siamo in “zona rossa”. La risposta è stata secca: “I piani e i programmi di gestione, tutela e risanamento del territorio devono essere coordinati con i piani di emergenza di protezione civile”. In sostanza i piani urbanistici e territoriali (PUC, PRG, PGT, ecc.) devono adeguarsi al Piano di Protezione Civile e non viceversa come accadeva in passato.