QUARTO – La villa di Salvatore Cerrone, condannato all’ergastolo e per anni elemento apicale dell’ala quartese del clan Longobardi-Beneduce, verrà ristrutturata e affidata alla comunità. Con delibera di giunta, l’amministrazione comunale di Quarto ha aderito, infatti, all’avviso pubblico della Regione Campania, a favore dei Comuni, per il finanziamento di progetti di riutilizzo di beni confiscati alla malavita e azioni di start-up di innovazione e economia sociale. Oggi è stato pubblicato in albo pretorio, sul sito web istituzionale e in amministrazione trasparente, la manifestazione di interesse per la individuazione del soggetto partner per la co-progettazione e gestione. L’immobile di 800 metri quadrati si trova in via Cupa Monteleone.

LA SODDISFAZIONE – «Quando si parla di legalità e soprattutto di beni confiscati alle mafie, che un tempo erano luoghi di summit malavitosi, l’azione politica e quella amministrativa non possono e non devono indugiare né indietreggiare di un millimetro, come avevo detto a marzo scorso in occasione del primo bando di assegnazione delle ville confisca Perrone e ribadito ad aprile, nel corso di un convegno sui beni confiscati al quale ho partecipato insieme al prefetto Bruno Frattasi, direttore dell’agenzia nazionale dei beni confiscati, al dirigente della Dia Lucio Vasaturo, al pm Catello Maresca, ai parlamentari della Commissione Antimafia Nicola Morra e Andrea Caso – dice il sindaco di Quarto, Antonio Sabino – La scorsa settimana, con delibera di giunta comunale, abbiamo aderito all’avviso pubblico della Regione Campania a favore dei Comuni per finanziare progetti di ristrutturazione e start-up sociale nel bene confiscato Villa Cerrone. Oggi pubblichiamo la manifestazione di interesse per individuare il soggetto partner per la co-progettazione e la gestione, in linea con il bando regionale».

IL RICORDO – « Abbiamo scelto di pubblicare oggi il bando anche per un motivo simbolico: il 23 settembre di 34 anni fa venne ucciso il giornalista del Mattino Giancarlo Siani – continua il sindaco – . Condannati per quell’omicidio sono stati i capi del clan Gionta e dei Nuvoletta di Marano. La Villa Cerrone è stata confiscata a Salvatore Cerrone, condannato in via definitiva e indicato dai pm come tramite tra il clan Beneduce e il clan Nuvoletta-Polverino. Idealmente, con questo bando pubblico, vogliamo così onorare la memoria di Giancarlo Siani e continuare in quegli atti concreti, che vanno dal nuovo Piano Anticorruzione al Piano Trasparenza, messi in atto dall’amministrazione comunale di Quarto in netta discontinuità con il recente passato. Così come l’assegnazione delle Ville Perrone ai vincitori del bando pubblico che realizzeranno nei prossimi mesi una residenza per il “dopo di noi”, aiutando le famiglie con portatori di handicap. Andiamo avanti senza indugio ma con fatti concreti insieme alle forze dell’ordine, alla magistratura e a tutte le forze sane della nostra città. In questi primi 14 mesi di amministrazione stiamo dimostrando che la legalità va praticata con fatti concreti e non solo proclamata a parole, realizzando finalmente una serie di atti ufficiali che potevano e dovevano essere realizzati già da anni a Quarto, ma evidentemente la politica era troppo distratta. Ora le cose sono cambiate».