di Alessandro Napolitano

dinacci_granato3
Da sinistra: Dinacci e Granato

QUARTO – Nuovi nomi e nuovi scontri all’interno del Partito Democratico. Il nome “nuovo” è quello di Antonio Iovine che entra a far parte della segreteria cittadina al posto di Antonio Granato. Di fatto “silurato” dopo mesi ai ferri corti con lo stesso Dinacci. Ora la segreteria è in pratica totalmente “renziana”. Oltre a Iovine (già coordinatore cittadino nel 2008) ne fanno parte Antonio Sabino, Giovanni De Vivo e Paolo Sabatino. La decisione è arrivata al termine della riunione del direttivo svoltasi ieri. Ma contro il cui esito Antonio Granato ha già annunciato un ricorso alla Commissione provinciale di garanzia del Pd in quanto sarebbe mancato il numero legale. Su 18 componenti dell’organo ne sarebbero stati presenti soltanto in 7. Ma non è tutto.

L’EX MEMBRO DELLA SEGRETERIA – Granato è arrivato persino a chiedere il commissariamento del circolo cittadino dei democratici. Si consuma così un’altra battaglia tra le due anime del partito, quella vicina a Dinacci e quella di “fede granatiana”. Opposte le chiavi di lettura di quanto avvenuto nelle ultime ore. Secondo il coordinatore del Pd «si è proceduto alla riorganizzazione interna del partito: azzerati i gruppi di lavoro costituiti nel congresso e presentata la nuova segreteria politica del circolo per rilanciare nei prossimi mesi la linea largamente maggioritaria che scommette sull’Alleanza Civica e su un profilo aperto e rinnovato del PD in città». Ma per Antonio Granato, oramai ex membro della segreteria, ciò che è stato deciso nel direttivo «non poteva avere luogo, in quanto un cambio della segreteria e dunque del conseguente indirizzo politico del partito poteva avvenire solo in seguito ad un congresso straordinario che non mi pare si sia svolto». Non è un segreto che tutto giri attorno alle elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco. Entrambi, Dinacci e Granato, mirerebbero ad essere scelti all’interno del Pd quartese come futuri “papabili”. Francesco Dinacci sgombra il campo da ogni dubbio: «Certo che sono per lo svolgimento delle primarie. Queste potrebbero essere evitate solo nel caso in cui ci fosse un candidato largamente condiviso da tutti». Un’eventualità più che remota, dunque, stando a quanto emerso negli ultimi tempi.

LE PRIMARIE – A spingere per le primarie, inoltre, ci sarebbe anche quanto deciso dalla Commissione regionale di Garanzia del Partito Democratico: il regolamento per le prossime elezioni primarie. Che conterrebbe qualcosa che è ben più di un’esortazione a svolgerle, soprattutto per i Comuni che tornano al voto dopo lo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose. Dunque, le primarie a Quarto si faranno e lo scontro non sarà di certo “soft”. Proprio sulle prossime elezioni amministrative Dinacci ha sottolineato: «Avvertendo il dovere di dare un segnale chiaro e netto della volontà di contrastare efficacemente rischi di condizionamento delle istituzioni da parte della criminalità organizzata e di costruire un argine al dilagare di fenomeni di corruzione e di decadimento della vita pubblica, in vista delle prossime elezioni amministrative che rinnoveranno il Consiglio Comunale dopo lo scioglimento per infiltrazione camorristica,il Pd ha deciso di preparare un codice etico di autoregolamentazione per la composizione delle liste da condividere anche con i futuri alleati che vorranno stringere con i Democratici il patto programmatico per il futuro di Quarto». Una battaglia a due, dunque, per la scelta del futuro candidato del partito alla carica di fascia tricolore. I cui colpi di cannone si odono già da diverse settimane.