QUARTO – Rischiano di ritrovarsi senza più una casa e nemmeno più la loro unica fonte di reddito. E’ il dramma che sta vivendo una famiglia che da anni vive in una palazzina di via Pisani, al confine tra Quarto ed il comune di Napoli. Sull’abitazione pende un’ingiunzione di abbattimento stabilita dalla Procura della Repubblica nel 2013, dopo quanto deciso dalla corte d’Appello di Napoli nel 2000, e cioè che quella palazzina è abusiva a va demolita.

IL PANIFICIO DI FAMIGLIA – Oltre a viverci, la famiglia ha al piano terra della stessa struttura anche un panificio regolarmente autorizzato, unica fonte di guadagno. L’abbattimento è previsto per i prossimi giorni, ma a fermare le ruspe potrebbe essere l’esame di una lunga ed articolata memoria difensiva presentata dal legale di fiducia della famiglia, l’avvocato Bruno Molinaro, da anni impegnato in casi analoghi. Sono fondamentalmente due i pilastri su cui poggia la tesi del legale. Il primo riguarda quanto deciso al termine di una riunione del 2015 a cui parteciparono i procuratori di Avellino, Torre Annunziata, Nola, Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord in tema di demolizioni. Secondo i magistrati, bisognerebbe dare un ordine di priorità alle opere da abbattere.

L’ORDINE STABILITO – Al primo posto i manufatti pericolanti che creano un serio pericolo per l’incolumità altrui. Dopodiché tocca alle opere realizzate su suolo demaniale o sottoposte a vincoli. A seguire quelle realizzate per conto della malavita organizzata ed in ultimo tutte quelle che non rientrano nei punti precedenti. Secondo l’avvocato Molinaro, la palazzina di via Pisani sarebbe da inquadrare proprio in quest’ultimo caso e dunque non andrebbe buttata giù prima di altre.

LA SENTENZA DI STRASBURGO – Altro punto fondamentalmente riguarda la natura dell’illecito. Sempre secondo il legale – che cita anche una decisione della Corte europea per i diritti dell’uomo riguardante un caso belga – considerato il tempo trascorso dall’abuso e l’abbattimento, la demolizione avrebbe carattere penale e non amministrativo, dunque prescrivibile. L’abuso è stato commesso ben 25 anni fa, nel 1994. spiega l’avvocato: «L’ordine di demolizione per un abuso edilizio costituisce con assoluta certezza, sanzione penale allorquando la sua esecuzione intervenga a distanza di numerosi anni a far data dall’accertamento del fatto».

IL COMUNE NON RISPONDE – A complicare il tutto anche la mancata risposta del Comune di Napoli a cui si sono rivolti i componenti del nucleo familiare per ottenere un alloggio alternativo. Da Palazzo San Giacomo ancora nessuna risposta. E intanto il giorno stabilito per l’abbattimento si fa sempre più vicino.