QUARTO – A circa due anni dalla consegna delle chiavi delle due lussuose ville confiscate a Roberto Perrone, parte l’avviso pubblico per l’affidamento delle strutture. Destinatari del bando sono associazioni di volontariato, cooperative giovanili, e altri privati che operano nel campo del recupero di tossicodipendenti, assistenza a ragazze madri, anziani, migranti, protezione dell’ambiente ed altri campi del sociale.

MILLE METRI QUADRATI DI LUSSO – Oltre mille metri quadrati tra saloni, terrazzi, porticati, box auto, giardino ed una piscina che ora potranno trasformarsi in qualcosa di utile per i cittadini. In quelle ville Perrone ci ha vissuto durante i periodi di libertà, almeno fino al 2007, anno della confisca poi divenuta definitiva nel 2013. Nel frattempo l’ex braccio destro del boss Giuseppe Polverino, alias ‘o Barone, tornato in manette nel 2011, decise di lì a poco di collaborare con la giustizia. Le dichiarazioni del 55enne sono entrate in più processi di camorra a carico di capi e gregari di diversi clan, tra i quali quello dei Longobardi-Beneduce. L’utilizzo delle ville da parte dei chi se ne aggiudicherà la gestione avrà una durata massima di sette anni e a titolo gratuito. A carico degli assegnatari ci saranno però le spese di manutenzione, nonché messa in sicurezza ed adattamento alle esigenze dell’attività che si svolgerà al loro interno.

“ROTTURA TOTALE VERSO IL PASSATO” – Così il sindaco Antonio Sabino: «Abbiamo scelto di pubblicare oggi, nel giorno della memoria per le vittime innocenti di camorra, il bando pubblico aperto per assegnare l’immobile più grande confiscato al clan Polverino per proseguire l’importante e fondamentale lavoro fatto dalla Procura antimafia in questi anni a Quarto. Da agosto scorso stiamo lavorando con i nostri uffici a stretto contatto con l’Agenzia nazionale dei beni confiscati e oggi arriva, finalmente, un atto concreto di rottura totale verso il passato, che non deve mai più riproporsi a Quarto. Lanciamo una sfida concreta, non a chiacchiere. Quelle ville erano la sede di summit di camorra, d’ora in poi saranno la sede in cui realizzare attività sociali per il territorio. Per questo auspichiamo la più ampia partecipazione al bando per dare un futuro di legalità a Quarto».