QUARTO – E’ un duro attacco quello sferrato dalle opposizioni all’amministrazione comunale, nonché all’operato del presidente del consiglio comunale Giovanni Cecere. In particolare, a puntare il dito sono stati i consiglieri Rosa Capuozzo e Davide Secone, in due distinti interventi durante l’ultima seduta dell’assise.

PARENTI E POLITICI – L’ex sindaco non ha risparmiato dure critiche per ciò che riguarda la così detta “trasparenza” ed il relativo conflitto di interessi che peserebbe sulle spalle dello stesso Cecere e dell’assessore Paolo Sabatino. Il primo, infatti, è cognato del secondo avendone sposato la sorella, quest’ultima dipendente comunale ed inserita nella microstruttura del settore Lavori Pubblici. Inoltre, lo stesso caposettore è legato sentimentalmente ad una consigliera di maggioranza. «Se non c’è conflitto di interesse, mi dovete dire questo cos’è – attacca la Capuozzo, aggiungendo ironicamente – Io me l’immagino i colloqui la sera: non possiamo parlare, c’è conflitto di interessi. Immaginatela una cena in famiglia, con le stesse deleghe: non possiamo parlare, io sono una dipendente e tu sei un assessore. Non mi dire cosa sta succedendo in quel bando, è peccato, non si può fare…».

“SOGGETTI A CENSURA” – Non meno duro con il presidente Cecere è stato Davide Secone, per ciò che riguarda il mancato inserimento di interrogazioni e mozioni nei punti all’ordine del giorno dei consigli comunali, nonostante siano trascorsi anche mesi: «Questo è in deroga al regolamento del consiglio comunale. La politica non può essere soggetta a censure perché la maggioranza ha necessità di fare bella figura censurando dei punti all’ordine del giorno. Credo che ci sia bisogno del rispetto delle regole, che parte dalla figura che dovrebbe essere super partes, e quindi il presidente del consiglio. Trovo allucinante che per l’ennesima volta venga privata l’opposizione e un gruppo consiliare di questo Comune della possibilità di discutere delle tematiche inerenti la vita collettiva di questo paese». Come detto, si tratta di parole pronunciate durante gli ultimi lavori consiliari. Ed ora attendiamo le eventuali repliche da parte dei diretti interessati.