di Angelo Greco

Luigi Cuomo alla presentazione del Quarto calcio
Luigi Cuomo alla presentazione del Quarto calcio

QUARTO – Stessa categoria di quando è stata presa, debiti per oltre 50 mila euro, uno stadio in condizioni peggiori di quando era stato assegnato e soprattutto una città che non riconosce come propria quella squadra. Parliamo della “Nuova Quarto per la Legalità” e la sua gestione commissariale arrivata alla fine della sua esperienza. Il duo Cuomo-Catalano si appresta a cedere (se si troverà un acquirente) il Quarto, affidato all’antiracket dopo essere stata sequestrata all’ex presidente Castrese Paragliola, affiliato al clan Polverino. Dopo tre anni l’amministrazione commissariale termina il suo mandato e il Quarto dovrebbe ora “camminare da solo”, cosa molto complicata dato lo stato in cui oggi si trova la società. Nei giorni scorsi sembrava vicino l’accordo con una cordata di imprenditori quartesi interessati a rilevare il titolo dall’amministrazione commissariale. Poi non si è fatto più niente e la “Nuova Quarto Calcio” resta in pessime acque.

 

LA STORIA – L’affidamento del Quarto all’antiracket suscitò da subito un grande interesse con i media nazionali che si occuparono da subito del fenomeno che ha visto la sua massima espressione con l’arrivo della nazionale italiana di calcio che si allenò al Giarrusso in onore della squadra da tutti conosciuta come “la squadra della legalità”. Un fenomeno mediatico che nel primo anno di vita è stato anche fenomeno sportivo, con un campionato di Promozione vinto dopo un testa a testa con la Frattese, anche grazie ad investimenti importanti derivanti dagli sponsor. Duello che si è ripetuto anche nel secondo anno di Eccellenza, ma questa volta ad avere la meglio sono stati i nerostellati. Nei due anni di “gloria sportiva” però gli azzurri non hanno fatto breccia nel cuore della città, con gli spalti spesso troppo vuoti nonostante i risultati della squadra. Tanto più che nel secondo anno di attività sono iniziati anche i problemi economici che hanno portato allo smantellamento della squadra e a un autentico “disastro” sportivo.

 

OTRE IL FALLIMENTO SPORTIVO – Il Quarto, anche nel suo momento migliore, non sembrava dunque essere la squadra della cittadina che flegrea, che ha visto in quei riflettori accessi dalla notorietà data dalla cronaca nazionale qualcosa di troppo lontano. Ma spesso a far parlare sono stati anche i deprecabili e vergognosi raid vandalici allo stadio, agli spogliatoi, alla squadra e contro un progetto che la città ha dato la sensazione di non acccettare. Insomma è dato ineluttabile che il “progetto sociale” del Quarto ha fallito, non si è riusciti a creare entusiasmo attorno agli azzurri. Se il fallimento sportivo può passare in secondo luogo, come uno tanti imprevisti del mondo dello sport, quella sociale è la sconfitta più grande che questa esperienza si è portata dietro.