IMG_20160709_210254QUARTO – Il Tar ha respinto il ricorso con il quale si intendeva dimostrare che una seduta consiliare fosse da annullare in quanto non preceduta dall’appello nominale. Eppure la “notizia” non è questa, bensì un’altra e molto più “pesante”. Dalla lettura della documentazione delle controparti, infatti, emerge qualcosa di poco chiaro. Pare, infatti, che quanto prodotto dal Comune in sua difesa e che ha contribuito al non accoglimento del ricorso, sia quanto meno difforme da ciò è stato prodotto all’epoca dei fatti contestati. Un documento tra l’altro presente sull’albo pretorio e che quindi gode della totale ufficialità.

rosa_capuozzo_quarto_m5s_ha_lasciato_-660x350-1APPELLO NOMINALE “BALLERINO” – In particolare, si tratta del resoconto stenografico della seduta consiliare dello scorso 28 aprile. Secondo chi ha promosso il ricorso, in apertura della sessione nonché in un secondo momento, non si sarebbe proceduto all’appello nominale, ma alla sola “conta” dei presenti. Tutto ciò è facilmente riscontrabile dalla trascrizione dei lavori inserita nella relativa delibera di consiglio. Eppure, nelle mani del giudici del Tar è finito un resoconto differente, nel quale appare invece l’appello nominale con tanto di elenco dei consiglieri e la relativa risposta «presente – assente». Inoltre, nel documento presentato dal Comune ai giudici del Tar, non compaiono i timbri sulle diverse pagine, presenti invece nel resoconto stenografico pubblicato sull’albo pretorio.  In  altre parole, si tratterebbe di “carte” diverse tra loro: la prima, senza appello nominale e con i timbri che ne accertino la autenticità; la seconda con l’appello “inserito” al punto giusto per ben due volte e senza alcuna vidimazione. Non sappiamo a cosa sia dovuta questa enorme differenza tra i due documenti, quello “ufficiale” e quello portato all’attenzione del Tar.


CARTE IN PROCURA –
Saranno eventualmente altri magistrati a valutare la cosa, gli stessi nelle cui mani è finita l’intera documentazione. Non si occupano di questioni amministrative, ma di reati penali. Sono quelli della Procura di Napoli che ora vogliono vederci chiaro su una documentazione così differente l’una dall’altra. Intanto, il sindaco Rosa Capuozzo esulta per la “caduta” del ricorso e per la condanna di chi lo aveva proposto al pagamento di mille euro: Francesco Passaro, capogruppo della civica Protagonismo Sociale: «A tal punto, ci chiediamo se non fosse meglio utilizzare il tempo a propria disposizione per massimizzare i propri sforzi al fine di portare risultati al territorio. La mancanza di logicità sussiste nel dedicarsi a spenderne contro persone che non vorrebbero veder sottrarsi altro tempo nel doversi difendersi da chi, nonostante l’assenza costante in aula, continua a pronunciare accuse di illegittimità e mancanza di rispetto. A dispetto delle suddette, l’Assise ha, ancora una volta, dimostrato di aver esercitato bene il proprio dovere e nel pieno rispetto delle regole».