QUARTO – I decreti di perquisizione e sequestro, eseguiti ieri dai carabinieri della Compagnia di Marano a carico di sette imprese funebri di proprietà o comunque riconducibili alla famiglia Cesarano, mettono la parola fine al sotterfugio studiato per aggirare le interdittive antimafia emesse dalla Prefettura nei mesi passati. I controlli hanno interessato sia la Campania che il basso Lazio e hanno presentato come sfondo una serie di ditte di onoranze ritenute “in affari” con la famiglia Cesarano, originaria dell’hinterland partenopeo e impegnata da generazioni nei servizi mortuari. Sotto la lente dell’Antimafia i territori di Pozzuoli, Quarto, Calvizzano e Marano. Ventuno le persone finite nel registro degli indagati: rispondono, a vario titolo, di illecita concorrenza con minaccia aggravata dal metodo mafioso e di trasferimento fraudolento di valori. Tra loro anche Alfonso, Ciro e Giacomo Cesarano. Sotto sequestro sette aziende: Eredi Cesarano, La Fenice, Cesarano trasporti funebri, A.C. Cesarano, Cesarano funeral flegrea, Organizzazione funebre Cesarano e Trincone Massimo.