di Alessandro Napolitano

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Luigi Rossi, “Protagonismo Sociale”

QUARTO – E’ arrivata la prima, chiarissima, indicazione di voto in vista del turno di ballottaggio del prossimo 14 giugno. Ad esprimersi a favore di uno dei candidati sindaco rimasti in gara è la lista civica Protagonismo Sociale che chiede ai suoi elettori di votare Rosa Capuozzo, l’aspirante fascia tricolore del Movimento 5 Stelle.

LA RINUNCIA AD UN CONSIGLIERE – Non solo l’oramai ex candidato sindaco Luigi Rossi indica i “grillini”, ma rinuncia anche ad un secondo consigliere comunale che arriverebbe a sedere a piazzale Europa nel caso in cui la sua civica si apparentasse con Gabriele Di Criscio. «Protagonismo Sociale ritiene che sia il candidato Gabriele Di Criscio, sia la candidata Rosa Capuozzo, non rappresentino i valori e gli ideali tutti dell’associazione – spiega Rossi – Se collegassimo la nostra lista, con il così detto “apparentamento”, a quella di Gabriele Di Criscio, la legge elettorale, in caso di vittoria di quest’ultimo, garantirebbe alla nostra forza politica un ulteriore consigliere comunale, oltre al consigliere Rossi già assegnato. Raddoppiare la presenza in seno al Consiglio Comunale consentirebbe una maggiore possibilità di attuare il nostro programma elettorale e aumenterebbe esponenzialmente la possibilità di far valere legislativamente i nostri progetti, inoltre consentirebbe un maggior peso decisionale in tutti gli aspetti dell’assise locale».

“VOTATE LA CAPUOZZO” – E così arriva l’indicazione di voto per i 5 Stelle: «Pur consapevoli di ridurre il nostro peso politico all’interno del Consiglio Comunale, riteniamo predominante ed imprescindibile tutelare la cittadinanza, per questi motivi preferiamo rinunciare alla possibilità di un consigliere comunale aggiunto in favore di una politica trasparente ed efficiente, ed è per gli stessi motivi che voteremo decisamente il Movimento Cinque Stelle appoggiando e sostenendo la candidatura a sindaco dell’avvocato Rosa Capuozzo». Ora toccherà vedere cosa deciderà di fare Giovanni Santoro, tagliato anch’esso dal ballottaggio ma con in cassa oltre il 13 per cento delle preferenze avute al primo turno.