Il Comune di Quarto
Il Comune di Quarto

QUARTO – Quello programmato per lunedì prossimo si preanuncia un consiglio comunale “infuocato”. E non per i numerosi punti all’ordine del giorno, quanto per le pesanti polemiche che oramai vanno avanti da giorni. Tutte incentrate sull’oramai “famoso” plico inviato a carabinieri e capigruppo e contenente documentazione su una pratica di condono sull’abitazione del sindaco Capuozzo.

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Il sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo

STRATEGIA ERRATA – Polemiche che in qualche modo si sono autoalimentate proprio grazie alla “strategia” scelta dal primo cittadino per tentare di arginare le “fiamme”: il silenzio. La fascia tricolore in realtà non è rimasta muta, sottolineando più volte come il dossier fosse frutto di un artefizio cucito ad arte per danneggiarla. E il cui materiale fosse stato addirittura trafugato dall’Ufficio tecnico. Difficile darle torto su quest’ultimo punto. Le pratiche di condono possono essere visionate soltanto da chi ne abbia un interesse legittimo e non da chiunque. In altre parole possono essere richieste, ad esempio, da un cittadino che eventualmente si sentisse danneggiato da un abuso commesso nelle vicinanze delle sue pertinenze. Ed invece è stato redatto da colui che si definisce nello stesso dossier come un semplice “pensionato”, tra l’altro residente ad almeno un paio di chilometri di distanza dalla abitazione del sindaco. Dopo giorni durante i quali il primo cittadino non è mai entrato nel merito della questione – e su questo ha ammesso di aver sbagliato tattica – ha poi spiegato come le opere visibili alla data del 12 maggio 2003 e dunque visibili nella foto aerea allegata al dossier, fossero sanabili anche se incomplete.

Di Maio al depuratore (11)“MISTER X” – Questa la sua versione, in completa antitesi con l’autore del plico. Se dietro “mister x” si nasconda qualcun’altro, il sindaco si limita a rispondere che saranno eventualmente le indagini a chiarirlo. Eppure la nostra sensazione è che non ci sia un partito politico o almeno non esso da solo. Non si esclude, infatti, che ad aver creato il dossier possa essere stato qualcuno interno allo stesso Comune. Qualcuno a cui è risultato facile portare via i documenti della pratica di condono. I carabinieri sono già al lavoro. Nei giorni scorsi hanno acquisito il faldone dall’Utc. Si tratta, per ora, di un’indagine conoscitiva e al momento non risultano indagati. Dunque, per il sindaco la pratica non avrebbe alcuna “macchia”. Il condono poteva essere ottenuto anche se al momento della richiesta i lavori erano incompleti. Una versione dei fatti, tutta da verificare, “celata” dal sindaco per quattro giorni.

SILENZIO CINQUE STELLE – Non si aspettava che la vicenda assumesse queste proporzioni, ammette, non immaginando che il caso finisse persino oggetto di una interrogazione parlametare. D’altronde i “suoi” non sono stati da meno. Nonostante abbiano vissuto in prima persona buona parte della campagna elettorale della scorsa primavera, i parlamentari Luigi Di Maio e Roberto Fico non hanno proferito parola, “sposando” così la stessa strategia della fascia tricolore. O forse è stato il contrario, chissà. Di sicuro la “leggerezza” di Rosa Capuozzo nel far sì che le polemiche andassero giorno per giorno crescendo sarà una “lezione” che dovrà imparare, così come lei stessa ha ammesso. Dunque, lunedì si torna nell’emiciclo di piazzale Europa. E visto cosa è accaduto dopo le “altre” polemiche, quelle riguardanti la pubblicazini di stralci di conversazioni private tra il sindaco ed un tifoso del Quartograd, è facile immaginare che di “chiasso” ce ne sarà non poco. La presidenza del consiglio però rassicura e “spera” che non si verifichino episodi come quelli di due settimane fa. Che costrinsero addirittura il presidente Lorenzo Paparone a due sospensioni e all’intervento dei carabinieri che sequestrarono i cartelli esposti da parte del pubblico contro l’amministrazione. Vedremo. Come dire “non mancate”.