Il luogo dell'agguato del dicembre 2008: via Santa Maria, a Quarto
Il luogo dell’agguato del dicembre 2008: via Santa Maria, a Quarto

QUARTO – La Corte di Appello di Napoli ha ridotto di un anno la pena nei confronti di Salvatore Simeoli, coinvolto nel ferimento di un macedone risalente al 2008. In primo grado Simeoli – detto ‘o petrucelo, considerato gravitante attorno al  clan Polverino e difeso dagli avvocati Stefano Sorrentino e Luca Gilli – era stato condannato a 5 anni, poi ridotti a 4 in Secondo grado.

PARLANO I PENTITI, LA SVOLTA DOPO SETE ANNI – Dalle indagini e dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, si è ricostruita per intero la vicenda. Il 19 dicembre del 2008 Omer Memedoski, all’epoca 27enne, venne colpito da quattro colpi di pistola ad una gamba mentre si trovava all’interno di un negozio latticini in via Santa Maria, a Quarto. Dopo diversi anni, la svolta. A ordinare il ferimento dell’uomo sarebbe stato il boss Giuseppe Polverino, dietro esplicita richiesta di un imprenditore di Giugliano. Quest’ultimo avrebbe voluto vendicare l’onore del figlio la cui consorte avrebbe intrattenuto una relazione extraconiugale proprio con il macedone.

L’ERRORE DEL SICARIO, AMPUTATA UNA GAMBA – Il primo tentativo di ferimento, nell’ottobre dello stesso anno, andò malissimo. Uno degli uomini  a cui fu affidato l’incarico di colpire il 27enne, rimase a sua volta gravemente ferito da un colpo di fucile partito accidentalmente dall’arma. L’uomo subì persino l’amputazione dell’arto. Nel marzo del 2015 la svolta nelle indagini.

GLI ARRESTI, C’ERA ANCHE IL BOSS – Misure cautelari furono emanate nei confronti di  Giuseppe Polverino, alias ‘o barone; Sabatino Cerullo, noto come Ciccio pertuso; Salvatore Liccardi, conosciuto come Pataniello, Gennaro Di Razza, ritenuto il mandante e Salvatore Simioli.