POZZUOLI – Un convegno sull’eradicazione del virus della “epatite C” si terrà sabato 22 febbraio alle ore 9 presso il Centro per la Vita “Don Luigi Saccone”, in Via Campi Flegrei. La manifestazione nasce dalla necessità della eradicazione del virus della epatite C (HCV) e al recente emendamento a prima firma Carnevali (Pd) che prevede lo stanziamento di 71,5 milioni di euro nel biennio 2020-2021 per introdurre lo screening gratuito necessario a individuare i potenziali malati di epatite C per l’eradicazione dell’HCV. La direzione scientifica dell’evento è affidata alla Presidente del CNCM Tomaselli e al Presidente Cooperativa di Medicina generale “Progetto Leonardo” Smaldone. L’obiettivo è di sensibilizzare e preparare il medico per gestire al meglio il paziente affetto da epatite cronica da virus C, partendo proprio dai medici di medicina generale (MMG) aderenti al consorzio delle cooperative mediche campane.

LA MALATTIA IN CAMPANIA – L’epatite cronica C rappresenta un problema sanitario di livello nazionale, sebbene una stima precisa del numero di persone infette in Italia non sia disponibile per la carenza di studi epidemiologici rigorosi. È ben documentato un gradiente di prevalenza nord-sud, che colloca l’Italia meridionale tra le aree a più elevata prevalenza in Europa. Un recente studio epidemiologico condotto in Campania ed in particolare nell’area metropolitana di Napoli indica una prevalenza di infezione attiva di circa il 2.3 % della popolazione generale adulta con un picco (8.2%) nelle fasce di età avanzata (60-70 anni), ed in relazione allivello socio-economico. L’epatite cronica C se non trattata
può evolvere in cirrosi che a sua volta va incontro alle complicanze tardive della malattia, scompenso ascitico, carcinoma epatocellulare, emorragia digestiva da rottura di varici. In Campania la mortalità per cirrosi ed epatocarcinoma è più elevata della media italiana perché nei decenni tra gli anni 50 e 80 la non conoscenza della malattia e l’impiego estensivo di materiali sanitari non a perdere ha favorito la diffusione dell’infezione a larghi strati della popolazione. Si stima che oggi in Campania i soggetti portatori di infezione da HCV siano più di 100.000 e che l’infezione da HCV rappresenti la causa più importante di epatopatia, in quanto è riscontra bile nel 62% delle epatiti croniche e nel 73% degli epatocarcinomi. In una strategia di case-finding, il MMG deve ricercare l’infezione da HCV in tutti-i soggetti a rischio di aver contratto l’infezione, anche senza segni clinici e/o biochimici di possibile malattia epatica. Ad oggi nel nostro paese non vi sono programmi di screening di popolazione per l’infezione da virus C ma viene raccomandato lo screening dei soggetti a rischio.

PROGRAMMAZIONE – L’AIFA ha avviato il piano di Eradicazione dell’infezione da HCV in Italia ridefinendo i criteri d’inclusione al trattamento con farmaci antivirali di seconda generazione. L’ampliamento dei criteri d’inclusione permette di trattare tutti i pazienti, anche negli stadi iniziali di malattia. La Regione Campania con proprio decreto ha stabilito che i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie diano disposizioni per l’ottimizzazione del piano di eradicazione dell’HCV impegnando i Medici di Medicina Generale e i medici prescrittori al censimento dei pazienti di nuova diagnosi e/o con patologia conclamata. Alla luce del decreto della Regione Campania, emerge, che per far fronte a tale problematica è necessario programmare un intervento di formazione/informazione del medico di medicina generale, oltre che di interazione con lo specialista infettivologo.