Nel riquadro Aniello Mormile

POZZUOLI – È tornato in libertà Aniello Maria Mormile che, nella notte del 25 luglio del 2015, imboccò contromano la tangenziale di Napoli, causando un incidente in cui persero la vita la sua fidanzata, Livia Barbato, di 22 anni e Aniello Miranda, 48enne di Torre del Greco. Al ritorno di una serata in un locale a Pozzuoli, il dj – all’epoca 29enne – percorse sei chilometri, contromano e a fari spenti, alla velocità di 45 chilometri orari, finendo poi contro la Fiat Panda guidata dall’agente di commercio torrese che si stava recando al lavoro. Pochi giorni fa Mormile è tornato libero: il Tribunale di Sorveglianza gli ha concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali. L’uomo potrà scontare il resto della condanna fuori dalle mura del carcere. In primo grado, Mormile, che ha sempre riferito di non ricordare l’accaduto, è stato condannato a 20 anni di carcere. In Appello, invece, gli sono stati inflitti dieci anni e due mesi. Nell’estate del 2018 la Corte di Assise d’Appello di Napoli ha dimezzato, infatti, la condanna inflitta in primo grado.

LE REAZIONI – Dura la reazione dei familiari di Aniello Miranda che attraverso l’avvocato Fabbrocini esprimono la loro delusione: «Come può una persona che, per sua grave colpa, ha ucciso due persone essere già fuori, anche se solo per buona condotta?». La mamma di Livia, Angela Buanne, ricevuta la notizia della scarcerazione dell’ex fidanzato della figlia, ha dichiarato in un’intervista rilasciata a Repubblica: «Spero possa mettere il suo errore al servizio degli altri, come ho cercato di fare io col mio dolore». La donna, a dicembre, ha ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’onorificenza di Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica per le sue campagne di sensibilizzazione nelle scuole contro l’alcolismo ai fini di scongiurare tragedie stradali.