immagini rapinePOZZUOLI – Tredici rapine in cinque mesi, extracomunitari in gravi difficoltà economiche utilizzati come “manovalanza” negli assalti ai supermercati, in particolare alcuni della catena MD. A capo della banda, che aveva seminato il terrore tra Pozzuoli, Torre Annunziata, Portici e Castel Volturno, un giovanissimo che dirigeva “esecutori materiali” e “pali” durante i colpi. Un’attività criminale a cui hanno messo la parola “fine” i carabinieri di Pozzuoli e Torre del Greco che nella tarda serata di ieri hanno dato esecuzione a quattro ordinanze di custodia cautelare (3 in carcere e 1 agli arresti domiciliari) emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della settima sezione della Procura della Repubblica di Napoli nei confronti di 4 indagati, ritenuti responsabili, di concorso in rapine aggravate. In uno dei video presi dai sistemi di videosorveglianza è si vede l’arresto in un supermercato MD di un minorenne componente la banda, con un carabiniere che intima al rapinatore di arrendersi e deporre la pistola e lo cattura dopo averlo rincorso nell’attività commerciale.

rapina con carabinieriI NOMI – In manette sono finiti Antonio Arcone, Tiziano Cincotti e Salvatore Esposito. Arresti domiciliari invece per Roman Rusnak. Agli indagati vengono contestate 13 rapine, perpetrate, tra ottobre 2014 e marzo 2015, in danno di supermercati ubicati nei territori di Pozzuoli, Torre Annunziata, Portici e Castel Volturno.

IL “CAPO” – Il principale indagato, Tiziano Cincotti, nonostante fosse sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale per i minorenni di Napoli per una rapina precedente a quelle per cui è procedimento, violando la predetta misura cautelare, continuava nella sua attività illecita finalizzata alla commissione di rapine nei supermercati di Portici e in alcuni supermercati della zona Flegrea.

LE INDAGINI – Le articolate indagini, condotte dal Pubblico Ministero Raffaello Falcone ed espletate dall’Aliquota Operativa della Compagnia di Pozzuoli diretta dal Capitano Elio Norino e dalla Tenenza di Cercola, hanno consentito, anche attraverso indagini tecniche, di: documentare il modus operandi degli indagati, che, utilizzando sciarpe e/o scaldacollo per il travisamento, armati, perpetravano anche più rapine nella medesima giornata; accertare il ruolo degli indagati nella consumazione delle varie rapine, distinguendo “esecutori materiali” e “pali”, nonché l’influenza e il ruolo di rilievo di Cincotti. In particolare, nel corso delle indagini, è emerso che Cincotti reclutava giovani extracomunitari in stato di indigenza per costringerli ad eseguire materialmente le rapine da lui organizzate evitando, con ciò, la propria sovraesposizione e sicura identificazione.