di Alessandro Napolitano

tribunale2AVELLINO – Una settimana di tempo per decidere su un eventuale “rimando” del processo fino alla conclusione del procedimento penale. E’ il tempo che ha deciso di prendere il giudice Russolillo durante la prima udienza del processo civile iniziato ieri.

PROCESSO DIFFICILE – Un processo che già si preannuncia difficile, con ben 283 parte civili che chiedono il risarcimento danni per la strage del 28 luglio del 2013, quando 40 persone persero la vita precipitando con il bus su cui viaggiavano dal viadotto “Acqualonga” della A16. Tante le incognite processuali al momento. Per ora, tra le certezze, c’è il sequestro di 6 milioni di euro: il massimale della compagnia assicurativa del bus guidato da Ciro Lametta, autista morto anch’egli nel tragico incidente.

IPOTESI ACCORPAMENTO – Altri 50 milioni rappresentano invece il massimale della compagnia assicurativa della Società Autostrade per l’Italia, di cui alcuni dirigenti sono al momento indagati. Il giudice ancora non si è espresso sulla richiesta della società di essere chiamata in causa attraverso la propria assicurazione. Lo si deciderà alla prossima udienza di cui ancora non è stata resa nota la data. Omicidio plurimo colposo, disastro colposo, omissione in atti di ufficio. Sono questi i reati contestati a vario titolo a 15 indagati, tra i quali, come detto, anche vertici di Autostrade, nonché dirigenti edella Motorizzazione Civile di Napoli. Tra le ipotesi quella di accorpare i due processi – penale e civile – in un unico procedimento. Per ora bisognerà attendere una settimana per conoscere le eventuali decisioni del giudice Russolillo della Corte d’Assise di Avellino.