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La protesta dei familiari delle 40 vittime della strage di Monteforte Irpino

POZZUOLI – Quaranta croci bianche con le foto delle quaranta vittime della strage di Monteforte Irpino. Così è iniziata la protesta dei parenti davanti al tribunale di Avellino che si sono anche incatenati dinanzi all’ingresso del palazzo di Giustizia.

SI TEME TEMPI LUNGHI – Chiedono giustizia, temono che i tempi del processo divengano infiniti per la definizione del processo civile che dovrebbe cominciare, dopo una prima udienza interlocutoria a gennaio scorso, il 2 luglio prossimo. Attendono da venti mesi che si faccia luce sull’incidente stradale avvenuto lungo l’A16 sul viadotto di Acqualonga quando il bus di turisti ha perso il controllo ed è caduto da un’altezza di 30 metri sfasciandosi al suolo. Quindici gli indagati nell’inchiesta della procura di Avellino, avvisi di conclusione delle indagini notificati a febbraio scorso al proprietario dell’agenzia che noleggiò il bus alla comitiva, Gennaro Lametta, ai vertici di Autostrade per l’Italia e a due funzionari della Motorizzazione civile di Napoli.