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POZZUOLI/ Strage di Altavilla, a Monterusciello parla il fratello di Massimo Carandente: «Siamo distrutti»

POZZUOLI/ Strage di Altavilla, a Monterusciello parla il fratello di Massimo Carandente: «Siamo distrutti»
  • Pubblicato22 Febbraio 2024

POZZUOLI – «Stiamo tutti quanti male, non c’è proprio niente da dire, siamo distrutti». A parlare è Maurizio, fratello di Massimo Carandente, il 51enne di Pozzuoli accusato insieme alla compagna della strage di Altavilla Milicia durante la quale sono stati ammazzati una madre e i suoi due figli minorenni. L’uomo ha rilasciato poche brevi parole, nella serata di martedì, all’esterno della pizzeria di Monterusciello dove lavora, raccolte da Cronaca Flegrea e dall’inviato della Rai di “Ore 14” che gli hanno sottoposto una serie di domande. Te l’aspettavi da tuo fratello? «No, fino a quando lui stava qua posso dire che è una cosa impossibile proprio, non so là cosa è successo, da chi è stato pilotato a fare una cosa del genere». Quando stava qua era un fanatico della religione? «No, qua non faceva niente, qua lavorava e non era un fanatico della religione.  Da quando è andato là non sappiamo cosa sia successo». Da quanto tempo non lo sentivate? «Non lo sentivamo da parecchio, non avevamo chissà che rapporto. Ci facevamo una chiamata ogni tanto» Con voi ha mai parlato di demoni, diavoli, esorcismi? «No, mai».

LA STORIA – Primo di sette figli, Massimo Carandente ha vissuto per anni in una casa all’interno di una palazzina popolare in via Pier Paolo Pasolini, al lotto 3 di Monterusciello. Prima di trasferirsi a Palermo era stato volontario presso l’associazione Onlus “Vincenzo Luongo”. Nella città siciliana si è poi sposato, ha avuto una figlia e successivamente si è separato per fare ritorno per pochi mesi a Pozzuoli, dove si era stabilito a casa di una sorella. Infine il ritorno in Sicilia e l’inizio della relazione con Sabrina Fina, accusata insieme a lui e a Giovanni Barreca del triplice omicidio di Antonella Salamone, mamma di 40 anni, e dei fratellini Emmanuel e Kevin, di 5 e 16 anni.

IL RICORDO – Vicini di casa e conoscenti lo ricordano come un uomo tranquillo, silenzioso e riservato «L’ho appreso da voi e stento a credere che possa aver fatto una cosa del genere, era un giovane educato come tutti i suoi fratelli e sorelle, sono tutte persone perbene» ha raccontato un residente di via Pasolini.