POZZUOLI Il giorno della sentenza è vicino: mancano ormai 24 ore al verdetto. Quei tragici ricordi tornano sempre più chiari alla mente dei superstiti. La carcassa dell’autobus, precipitato il 28 luglio del 2013 dal viadotto Acqualonga di Monteforte Irpino, è un’immagine vivida nella memoria di chi è sopravvissuto ad una delle più grandi tragedie stradali d’Italia. Un viaggio senza ritorno per le quaranta vittime dell’incidente registratosi lungo l’A16.

LE RICHIESTE DI CONDANNA – Nel corso della requisitoria sono stati chiesti 10 anni di reclusione per i vertici di Autostrade. Il pubblico ministero Cecilia Annecchini ha invocato, inoltre, 12 anni per Gennaro Lametta, il proprietario dell’autobus; 9 anni per Antonietta Ceriola, ex funzionaria della Motorizzazione civile di Napoli e 6 anni per il suo collega Vittorio Saulino. Le accuse ipotizzate per 13 imputati sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni. Per Ceriola e Saulino il capo di imputazione è invece di falso in atto pubblico.

LE VITTIME – Immacolata Ambrosio, Anna Acquarulo, Assunta Artiaco, Gennaro Artiaco, Carolina Basile, Giovanni Basile, Salvatore Bruno, Luciano Caiazzo, Mario Caiazzo, Maria Carannante, Raffaela Chiocca, Giovanni Conte, Maria Luisa Corsale, Antonio Del Giudice, Silvana Del Giudice, Simona Del Giudice, Teresa Delle Cave, Salvatore Di Bonito, Filomena Di Paolo, Gennaro Esposito, Agnese Illiano, Barbara Illiano, Olga Iodice, Elisabetta Iuliano, Ciro Lametta, Giuseppina Lucignano, Anna Mirelli, Irene Musto, Procolo Paone, Pasquale Parrella, Anna Raiola, Teresa Restivo, Luigia Rocco, Antonietta Rusciano, Maria Rosaria Rusciano, Maria Elisabetta Russo, Alfonso Terracciano, Salvatore Testa, Vincenza Trincone e Biagio Vallefuoco: sono i nomi di chi non c’è più. Il processo di primo grado si è ormai quasi concluso. Domani sarà emessa la sentenza e si proverà a voltare una delle pagine più nere della storia della città.