POZZUOLI – Un inseguimento tra due auto per le strade di Licola che si è concluso in via Delle Colmate, dove due uomini sono riusciti a scappare a piedi mentre la loro auto veniva crivellata di colpi. Poco dopo un’auto è stata abbandonata da alcuni uomini lungo la strada a Monterusciello. Due episodi, avvenuti a distanza di poche ore l’uno dall’altro, che avrebbero un unico filo conduttore e sullo sfondo lo stesso protagonista, quel “boss fantasma” ricercato numero uno nei Campi Flegrei. Anche se il condizionale è d’obbligo in attesa delle indagini in corso da parte dei carabinieri, molti indizi portano al 30enne sorvegliato speciale irreperibile da fine agosto e indiziato per essere il protagonista di una lunga serie di spari, stese, intimidazioni e minacce.

L’AGGUATO – Ma andiamo con ordine. Ieri pomeriggio poco dopo le 18 un folle inseguimento tra due auto si è concluso in via Delle Colmate a Licola, mulattiera a ridosso della Foresta di Cuma dove il 7 novembre del 1988 fu trucidato Rosario Ferro detto “Capatosta”, fratellastro del boss Gaetano Beneduce. Ed è qui che due uomini sono riusciti a scappare ad un agguato da parte di altri due uomini che hanno scaricato una raffica di proiettili contro la loro Peugeot 206, abbandonata in un vicolo cieco. L’auto dalla quale sarebbero stati esplosi i colpi di pistola sarebbe (anche qui il condizionale è d’obbligo) una Seat Arosa, la stessa auto abbandonata poche ore dopo lungo via Monterusciello.

FUORI STRADA – E proprio questo modello sarebbe simile a quello dell’auto sulla quale il giorno del duplice arresto nei “600 alloggi” di Monterusciello sarebbe stato visto il “boss fantasma”. In quel caso qualcuno parlò di una Wolkswagen Lupo, vettura praticamente identica alla Seat Arosa. Indizi che sembrano convergere verso l’ipotesi che dietro ai due episodi ci sia lo stesso protagonista. Ipotesi da cui gli inquirenti non escludono anche altre piste, tra cui l’azione di altri personaggi estranei al boss fantasma.