POZZUOLI – «I nostri ragazzi disabili stanno rischiando di restare senza assistenza. Rischiano di restare a casa». A lanciare il grido d’allarme sono i familiari degli utenti del Centro Serapide di via Annecchino a Pozzuoli. Al centro delle polemiche i disagi che stanno interessando i servizi socio-sanitari erogati dalle strutture Rsa diurne della Regione Campania. «Per effetto dei nuovi tetti di spesa fissati per il biennio 2018-2019 dal decreto regionale numero 41 del 29 maggio del 2018, il Centro Serapide ha comunicato la necessità di ridurre i servizi socio-sanitari erogati in regime Rsa diurna nella sede di via Annecchino – raccontano i parenti dei destinatari delle prestazioni sanitarie -. Tali servizi sono dedicati a persone diversamente abili che, in uscita dal percorso di riabilitazione, sono stati inseriti nel trattamento socio-sanitario a fronte delle previste valutazioni e autorizzazioni da parte delle strutture competenti: Asl e Comune».

LE RICHIESTE – I “dimostranti” non ci stanno e puntano l’indice contro il decreto che produce, a detta loro, due effetti negativi: riduce notevolmente o annulla la possibilità di nuovi ingressi nei Centri; rende impossibile garantire prestazioni in precedenza autorizzate ed erogate. «Chiediamo che i diritti dei soggetti diversamente abili siano tutelati e non soggetti a logiche di riduzione dei costi. Auspichiamo che i volumi di prestazioni socio-sanitarie erogate dai Centri siano quanto meno pari a quelli autorizzati precedentemente all’emanazione del decreto regionale numero 41», è l’appello dei familiari degli utenti del Centro. Sul territorio flegreo non sono presenti strutture alternative che abbiano la stessa capienza.