di Gennaro Del Giudice

Il consigliere comunale del PD Ciro Del Giudice
Il consigliere comunale del PD Ciro Del Giudice

POZZUOLI – Esce allo scoperto il consigliere comunale del PD Ciro Del Giudice dopo la bufera scoppiata in seguito all’irruzione de “Le Iene” che hanno mostrato a Sindaco e consiglieri un video che lo accusa di intascare soldi in cambio di posti nella Guardia di Finanza. E mentre i vertici delle Fiamme Gialle vogliono vederci chiaro e sarebbero in procinto di aprire due fascicoli d’indagine, uno di natura disciplinare, l’altro di tipo penale per il quale si potrebbe prospettare l’accusa di “millantato credito”, lui “ci mette la faccia” e racconta la sua “verità”. Lo fa respingendo ogni accusa, dicendo di essere stato “inconsapevole strumento della criminale iniziativa di una persona” e respingendo anche la richiesta di dimissioni dalla carica di consigliere comunale per rispetto dei suoi elettori.

 

Un frame del video de "Le Iene"
Un frame del video de “Le Iene”

LA CONDANNA – Il consigliere comunale del PD, inoltre, condanna l’atteggiamento adottato dal sindaco, dal partito e dal gruppo consiliare del PD che appena 4 ore dopo il “blitz” dell’inviato Luigi Pelazza, hanno chiesto le dimissioni da consigliere comunale e lo hanno cacciato da gruppo e partito senza avvertire “l’elementare esigenza di chiedermi conto del contenuto del filmato che è stato fatto visionare al Sindaco”. Infine parla di “giornalisti privi di ogni scrupolo” e “cacciatori di scoop sono animati dalla esigenza di vendere la notizia a tutti i costi”«Ho avuto bisogno di alcune ore per poter recuperare la necessaria lucidità intellettuale, letteralmente sconquassata dal giudizio sommario di giornalisti privi di ogni scrupolo, ormai completamente disinteressati dei devastanti effetti prodotti dalla divulgazione di notizie afferenti addebiti gravissimi. Accuse che, evidentemente, avrebbero meritato maggior approfondimento e cautela prima di essere diffuse nelle eclatanti modalità adottate dalle Iene».

 

Il Sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia mentre prende visione del filmato de "Le Iene"
Il Sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia mentre prende visione del filmato de “Le Iene”

LA DIFESA – Ciro Del Giudice si difende da quel video di 3 minuti in cui non parla di soldi, non riceve nulla in cambio ma si rivolge al giovane che ha di fronte dicendo poche parole tra cui “Se hai velleità per la Finanza qua devi parlare”. «Ho dato solo un consiglio indicando anche una scuola. Sono parole che ho pronunciato sulla base di quella che è la mia esperienza» – si giustifica Ciro Del Giudice, , 51 anni, che porta addosso i segni di una bufera che da 48 ore lo sta travolgendo umanamente e professionalmente. Il consigliere del Partito Democratico eletto due anni fa con 784 voti con la coalizione di maggioranza dell’attuale Sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, si sente vittima di una sorta di “complotto” ordito nei suoi confronti e si dice “completamente estraneo alle accuse che il signor Pellazza ha formulato ai miei danni”  e di essere stato “inconsapevole strumento della criminale iniziativa di una persona, che ha ritenuto di poter approfittare della mia fiducia ed amicizia, nei cui confronti non avrò scrupolo di assumere tutte le più opportune iniziative a mia tutela” riferendosi a L.C., dipendente del suo ristorante ripreso mentre incontra una madre col figlio a cui promette un posto nella Guardia di Finanza in cambio di 25mila euro per una divisa da finanziere semplice e 50mila euro per quella da maresciallo.

 

NO ALLE DIMISSIONI – «Pur comprendendo il disagio manifestato dal Sindaco, evidentemente condizionato dalla determinazione di evitare qualsiasi sospetto sul proficuo operato che l’amministrazione sta svolgendo nell’interesse della città, allo stato,  – racconta Del Giudice – in assenza di formali contestazioni ai miei danni, le mie dimissioni rappresenterebbero una amara sconfitta soprattutto per chi ha ritenuto di gratificarmi con il suo voto. In ogni caso, convinto che la dimostrazione della mia estraneità alle accuse potrà rappresentare motivo di sollievo non solo personale ma per la comunità tutta, al fine di evitare ogni sospetto sul serio lavoro che si sta realizzando da quando ha avuto inizio l’ultima consiliatura a decorrere da oggi e fino a quando non si farà chiarezza sui fatti che mi sono stati addebitati mi asterrò dallo svolgere attività istituzionale».

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