La villetta dei genitori di Pierluigi Rotta

POZZUOLI – Non riesce a darsi pace, non può farsene una ragione. Il papà di Pierluigi Rotta è disperato: posa il cellulare e scoppia in lacrime quando apprende la notizia della morte del figlio.«Che lo tengo a fare più acceso?» Per tutto il pomeriggio aveva tenuto il telefonino tra le mani in attesa di ricevere comunicazioni sulle condizioni figlio, strappato alla vita mentre era in servizio presso la Questura di Trieste. Il cellulare di papà Pasquale, ex sovrintendente capo presso l’ufficio denunce del commissariato di Polizia di Pozzuoli, ha squillato per ore fino a quando è arrivata quella terribile telefonata. Nella casa a Lago Patria la disperazione ha preso il sopravvento. Appena pochi mesi fa Pierluigi aveva concluso il suo periodo da aggregato a Pozzuoli, in servizio presso le Volanti del commissariato: un avvicinamento, seppur temporaneo, richiesto anche per stare vicino ai genitori colpiti da problemi di salute, prima di fare ritorno nuovamente in Friuli dove da tempo era fidanzato con una collega.

Pierluigi Rotta

LA PASSIONE – Originario di Pozzuoli, dove aveva vissuto con i genitori e studiato presso l’istituto tecnico commerciale “Pareto” di Arco Felice, prima di entrare in polizia Pierluigi Rotta aveva intrapreso la carriera di calciatore: una trafila tra le giovanili della Puteolana, prima di esordire come terzino destro nella prima squadra per poi disputare campionati anche con diverse squadre dell’area flegrea tra cui il Rione Terra e la Sibilla Bacoli, vincendo con quest’ultima anche un campionato di Eccellenza. Un sogno che, come spesso avviene, era stato accantonato per seguire le orme del padre ed entrare in polizia dove sette anni fa aveva per la prima volta varcato la soglia di un commissariato in una sorta di passaggio di consegne con il padre ritrovandosi a lavorare con i colleghi di quest’ultimo.