Della CortePOZZUOLI – E’ stato il primo a lasciare il consiglio comunale ed oggi vuole chiarire la sua, il consigliere di maggioranza Nicola Della Corte: «L’esperienza Figliolia è partita con una maggioranza di 19 consiglieri, con un programma ben preciso e condiviso, fondato sulla tutela dei beni comuni e degli interessi della collettività. Ieri, invece, il Consiglio comunale è potuto iniziare solo grazie alla stampella offerta dalla minoranza, rendendo di fatto il sindaco alleato di una parte di opposizione, con cui c’è un patto più o meno tacito che si regge su logiche di accordi e spartizione che non mi appartengono e che ripercorrono strade deleterie già viste nella storia politica, anche recente, a Pozzuoli. Di fondo, continua a palesarsi una incapacità manageriale e l’assenza di gestione politica da parte del sindaco, che accentra tutto su di sé, navigando a vista e assecondando, legittimando e forse inducendo spostamenti da una parte all’altra di singoli consiglieri. Manca una visione d’insieme, e soprattutto manca il rispetto del programma originario e del mandato ricevuto dalle urne. Figliolia ha perso pezzi del suo partito, della sua coalizione iniziale, di società civile, e quanto accaduto ieri è un sintomo su cui deve riflettere chi ha scelto di andare avanti in ogni modo, imbarcando ad esempio forze esterne alla coalizione e consiglieri che inizialmente erano addirittura avversari alle urne».

L’AMAREZZA – Della Corte continua poi sulla sua volontà di dare un contributo alla discussione politica «Ero presente al Consiglio per tentare di dare il mio contributo, nonostante la delusione per alcuni provvedimenti all’ordine del giorno approssimativi e incoerenti; altri hanno legittimamente scelto forme diverse, non partecipando alla seduta ma in qualche modo rinunciando a spiegare i motivi del dissenso. Io ho invece provato a entrare nel merito dei problemi, a dialogare in modo costruttivo, ma di fronte all’ennesimo muro di gomma, anche da parte del mio stesso gruppo consiliare del PD, sempre più assuefatto e schiacciato sulle posizioni del primo cittadino, ho deciso di uscire dall’Aula, come segno di disagio per la situazione e per i metodi. Non potevo e non posso dare il mio assenso a questa novità che si intende inaugurare a Pozzuoli, le ‘opposizioni governative’ frutto di patti e di forme di vecchia politica, il cui prezzo rischia di ricadere ancora una volta sulle spalle della città»