La donna è deceduta dopo essere uscita dal cardiologoPOZZUOLI – E’ stato scagionato da ogni accusa il cardiologo indagato dopo la morte di Giulia Mancini, la 71enne deceduta nel marzo del 2014 a Pozzuoli. Il Gip della dodicesima sezione del Tribunale di Napoli, Pietro Carola, ha accolto la richiesta di archiviazione da parte del PM, Anna Frasca, in seguito alle indagini svolte sulla salma della donna. In particolare – scrive il GIP nell’ordinanza di archiviazione – gli accertamenti autoptici/medico-legali hanno dimostrato che il decesso di Giulia Mancini è stato determinato da una “causa naturale che arresta la vita in modo subitaneo e inatteso”, in particolare “un’insufficienza cardio-circolatoria acuta da aritmia venticolare in soggetto affetto da miocardiosclerosi diffusa…”.  Inoltre – scrive il PM – nonostante la “miocardiosclerosi ipertrofica” da cui era affetta non manifestò alcuna sintomatologia di allarme tale da poter essere “colta” dall’indagato che in quel giorno (in cui avvenne il decesso) praticò la visita cardiologica con ECG alla donna. 

LA VICENDA – Quella maledetta mattina dell’undici marzo 2014, Giulia Mancini, nativa di Marigliano, ma residente nel quartiere di Monterusciello, era appena uscita dallo studio del suo cardiologo. La tragedia avvenne intorno alle 13 in via vecchia San Gennaro, nei pressi della Chiesa del Carmine di Pozzuoli nella zona meglio conosciuta come “dietro la Croce”. Dopo il decesso la salma fu sottoposta a sequestro e fu avviata un indagine nei confronti del medico, che nulla poté dinanzi a una situazione di “sopravvenienza imprevedibile e inevitabile”.