POZZUOLI«Gentile direttore, mi preme raccontare ciò che è accaduto a me e alla mia famiglia nella giornata di sabato 2 gennaio. Mia madre doveva recarsi al centro Nephrocare per la dialisi ma già dal mattino ci accorgiamo che l’ascensore della sua abitazione era guasto. Premetto che mia madre abita al 4° piano in via Cicerone, al Rione Toiano, pesa 90 kg e ha difficoltà a deambulare. Appena ci accorgiamo del guasto iniziamo a contattare la ditta del Bo, responsabile dei guasti, ma ci risponde una voce registrata. A quel punto non avendo risposta mi rivolgo ai carabinieri nella speranza di un loro aiuto. Dopo vari tentativi anche loro non ottengono risposta. Mi rivolgo così punto al dirigente della Protezione civile di Pozzuoli (Elio Testa) nella speranza che qualcuno potesse aiutarmi a far scendere e poi far risalire mia madre. In quegli stessi istanti il carabiniere di cui ricordo il cognome che è Burgo prendeva a cuore la situazione riuscendo a contattare la Croce Rossa. Così, poco dopo, in nostro aiuto sono arrivati tre “Angeli”: Giampaolo, Pietro ed Andrea della Croce Rossa che con tanta forza e pazienza, ma soprattutto con tanto amore, sono riusciti ad aiutare mia madre dando a lei la possibilità di fare una importante dialisi che le ha salvato la vita. Dopo momenti di paura ed enorme preoccupazione da parte di noi familiari mi preme, attraverso il suo giornale, ringrazio Elio Testa che tra l’altro ci ha aiutati nonostante avesse il covid, Giampaolo, Pietro, Andrea e il carabiniere Burgo per la riuscita della terapia vitale di mia madre. Per quanto riguarda la ditta del pronto intervento dell’ascensore, voglio solo dire che un mancato intervento può costare la vita di una persona» (Adalgisa Anglani)