POZZUOLI – La stagione balneare è iniziata e come previsto per legge l’Arpac ha ripreso, ad Aprile, il monitoraggio mensile delle acque marine che proseguirà fino a Settembre. Le analisi relative ai prelievi del 19 e del 24 Aprile, purtroppo, hanno fatto registrare un forte superamento dei valori di soglia della concentrazione di batteri fecali negli specchi d’acqua in località “La Pietra” e in quelli prospicienti il promontorio di Cuma.
Pertanto, con ordinanza n. 40 del 02 maggio 2019, il Sindaco di Pozzuoli ha disposto il divieto temporaneo di balneazione e la contestuale installazione della cartellonistica necessaria ad informare i cittadini.  Come previsto dalle norme, l’Arpac svolgerà ulteriori analisi, che in caso di esito favorevole potranno portare alla revoca del divieto.

I VALORI – Nel tratto di litorale di “La Pietra”, che va da Via Napoli altezza S.Gennaro a Dazio per una lunghezza di circa 1,5 km, i valori di concentrazione degli enterococchi intestinali hanno superato di 8 volte quelli limite mentre per l’escherichia coli si è andati oltre 4 volte la soglia. Più lieve l’inquinamento registrato nelle acque costiere che vanno dalla Necropoli al Monte di Cuma, a Sud della foce del depuratore, con superamenti di 2 volte i valori di soglia sia per l’escherichia coli sia per gli enterococchi intestinali.

LE POSSIBILI CAUSE – Come tutti sanno, la presenza in mare di enterococchi intestinali e di escherichia coli è indice di contaminazione fecale. Le possibili cause d’inquinamento possono essere molteplici: il non perfetto funzionamento degli scarichi di troppo pieno degli impianti di sollevamento, la presenza di scarichi abusivi lungo la costa e/o in mare e la cattiva depurazione. Può anche accadere che la corrente marina trasporti i batteri da zone limitrofe. Secondo quanto riportato dall’Arpac, in zona “La Pietra” sono presenti 4 scarichi di emergenza comunali a cui si aggiunge quello del collettore borbonico proveniente da Napoli. Proprio quest’ultimo, spesso rilascia in mare un vero e proprio torrente di acqua melmosa e maleodorante anche in assenza di piogge, a causa di problemi strutturali ancora non risolti. A Cuma, invece, le possibili sorgenti inquinanti sono: lo scarico del canale borbonico, la foce dello scarico del depuratore di Cuma e la foce sud del canale di Quarto.
Spetta al Comune individuare le cause e provvedere ad eliminarle.