POZZUOLI – C’è l’ombra della droga dietro l’omicidio di sabato sera. Una punizione, forse uno sgarro che Marco Di Flora ha pagato con la vita, crivellato di colpi: almeno sei, tre sparati con una pistola direttamente al torace davanti al cancello del civico 174 di via Cuma Licola. I killer assoldati da clan dell’hinterland napoletano per ammazzare il 35enne di Pianura che fino al 2018 risultava in organico e regolarmente assunto da una ditta di onoranze funebri di Pianura. Separato e padre di un bambino, da qualche tempo era fidanzato con una donna napoletana che abita in un villino all’interno di una delle traverse di via Cuma Licola. Sembrano andare in questa direzione le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Napoli.

GLI INDIZI – I suoi killer Di Flora se li sarebbe trovati davanti: gli hanno sbarrato la strada con un mezzo, poi i primi colpi di pistola, uno dei quali lo avrebbe ferito gravemente. A quel punto la vittima ha abbandonato lo scooter a terra ancora acceso tentando una disperata fuga a piedi. Inseguito, è stato poi freddato con altri tre colpi di pistola. Sul luogo del delitto gli inquirenti oltre a un foro in un muro lungo la stradina, riconducibile a un colpo esploso durante il rocambolesco inseguimento, hanno acquisito i file dalle telecamere installate all’esterno di alcune villette, che avrebbero ripreso l’ingresso e l’uscita dei killer dal viale privato. Immagini che potrebbero dare una svolta a un delitto definito “delicato” per modalità e indizi, finora pochi, che gli investigatori stanno cercando di incastonare come in un puzzle.