di Alessandro Napolitano

L'edificio che dovrà ospitare la nuova Aula Consiliare
L’edificio che dovrà ospitare la nuova Aula Consiliare

POZZUOLI – Lo si era ipotizzato fin dall’inizio, ma ora si è concretizzato ufficialmente. E’ il ritorno della Fcs Costruzioni tra le ditte a cui il Comune ha assegnato importanti lavori pubblici. Era stata esclusa dopo che la Prefettura di Caserta aveva emanato un’informativa antimafia. Ma dopo aver vinto il ricorso al Tar della Campania, per ottenere l’annullamento di quanto deciso dalla Prefettura di Terra di Lavoro che della risoluzione automatica del contratto da parte del Comune, la ditta edile è stata riammessa. Ora potrà continuare a lavorare nel rione Toiano, dove i suoi operai stavano terminando la realizzazione della nuova aula consiliare. A far scattare l’informativa erano state alcune informazioni inviate alla Prefettura casertana da parte del comando provinciale dei carabinieri di Caserta e che facevano riferimento al rinvio a giudizio del titolare della società, già assessore al Comune di San Cipriano d’Aversa, per i delitti aggravati di abuso di ufficio e turbata libertà degli incanti in concorso. Eppure a favore dello stesso titolare c’erano anche informazioni «positive».

L’ANTIMAFIA – Come quelle contenute nei documenti inviati dalla questura di Caserta, dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza e dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli. Nelle note si escludeva la sussistenza di elementi di controindicazione mafiosa ed anche che «nulla sussiste ai fini antimafia nei confronti della società». In altre parole quanto grava sul titolare della Fcs Costruzioni e cioè il rinvio a giudizio per presunto abuso di ufficio e turbata libertà degli incanti in concorso, non sarebbe «né idoneo, né sufficiente a giustificare la misura adottata». Così avevano stabilito i giudici della Prima Sezione del Tar Campania lo scorso 16 ottobre. Da qui il rientro della ditta edile a Pozzuoli. Stessa sorte era toccata alla ditta edile Fradel che stava realizzando dei lavori tra il Rione Terra e via Napoli: prima l’arrivo dell’informativa antimafia e la conseguente risoluzione automatica del contratto; poi il ritorno dopo la decisione del Tribunale amministrativo regionale della Campania.