POZZUOLI – L’associazione C.G.H. Onlus di Pozzuoli diventa “digital” per essere ancora più vicina ai suoi utenti diversamente abili. L’associazione opera sul territorio flegreo dal 1997 e offre servizi gratuiti a persone diversamente abili e loro familiari: centro socio-educativo con laboratori di cucina, orto-terapia, pet-therapy, didattica, informatica, teatro, musico-terapia, sport e danza; spazio-famiglia con laboratori di artigianato, gruppi di mutuo-aiuto e sostegno religioso; consulenze legali e psicologiche; iniziative per l’abbattimento di barriere architettoniche, per il riconoscimento dei diritti, per la ricerca scientifica, per la diffusione della conoscenza e per il superamento dei pregiudizi. Già dal mese di dicembre 2019 l’Associazione aveva avviato un processo di informatizzazione interno per modernizzare l’organizzazione della struttura e adeguarla alla società moderna.

I LABORATORI INTERATTIVI – Con la pandemia da coronavirus in corso, la sede operativa della struttura è chiusa dal 2 marzo, con enormi disagi per gli utenti e i loro familiari, che hanno improvvisamente perso uno spazio protetto dove trascorrere i loro pomeriggi e un importante punto di riferimento psicologico e sociale. Poiché non si conosce con certezza il momento in cui cesserà l’allarme per il nuovo virus, è stato necessario premere sull’acceleratore dell’informatizzazione e creare un luogo di incontro virtuale. Da lunedì 6 aprile, ogni giorno, gli operatori e i volontari dell’Associazione incontreranno gli utenti su una nuova community digitale, dove si darà vita a dei laboratori interattivi per aiutare tutti gli iscritti a mantenere vive le capacità e le competenze acquisite nel corso degli anni.

IL COMMENTO – «Creare una comunità digitale in una associazione per disabili come la nostra – dice la presidente Giulia Ferrante – non è semplice. A differenza di scuole, università e aziende, noi disponiamo di meno risorse e abbiamo di fronte una utenza molto più complicata: in Associazione abbiamo persone con tante patologie diverse (fisiche, psichiche e sensoriali), con le loro abitudini e le loro routine difficili da cambiare. Dobbiamo, però, provarci: nessuno in questo momento deve essere lasciato solo, meno che mai i nostri ragazzi». «Questa situazione di emergenza potrebbe durare ancora diversi mesi – aggiunge il coordinatore sociologo Gennaro Cavaliere – e noi abbiamo il dovere di aiutare i nostri ragazzi a non perdere le abilità acquisite. La maggior parte di loro è abituata ad usare un computer o uno smart-phone, per cui non dovrebbe incontrare grandi difficoltà ad interagire con gli operatori a distanza. Useremo i contenuti educativi e formativi di sempre, solo con modalità diverse. Abbiamo degli animatori molto preparati, che non si spaventano di fronte alle nuove sfide e, sicuramente, vinceremo anche questa volta». I laboratori virtuali, naturalmente, sono solo l’inizio di questo nuovo percorso, a cui presto si aggiungeranno altri spazi digitali per i gruppi di mutuo-aiuto con le famiglie e per le consulenze a chi ne necessita.