omicidio matteraPOZZUOLI – Luigi Mattera detto “Cicciotto il fioraio” attirato in una trappola mortale da qualcuno che conosceva. Ipotesi che non esclude anche la presenza di un’altra persona in auto con lui, forse il “gancio” con i killer che sarebbe scappato al loro arrivo. Scenari che vengono ricostruiti in queste ore per arrivare a capo di un omicidio che potrebbe dare il via a una faida di camorra. L’auto nella quale è stato trovato morto, colpito con 3 colpi di pistola di cui uno sparato in pieno volto da distanza ravvicinata, era ferma in una traversa di Varcaturo con lo stereo ad alto volume, forse chi era a bordo temeva per la presenza di microspie.

IMG-20160907-WA0062CASSETTA CON PESCI FRESCHI – Oppure “Cicciotto” era solo, fermo ad aspettare qualcuno quando è stato freddato dai killer. Un particolare di non poco rilievo è una cassetta di polistirolo contenente pesce fresco trovata a bordo dell’auto intestata alla figlia del boss di Pozzuoli. Forse un regalo per qualcuno? Dopo l’omicidio Gennaro Longobardi è stato ascoltato fino a tarda notte dai carabinieri, insieme a lui anche la figlia. L’inchiesta è coordinata dal PM della Direzione Distrettuale antimafia di Napoli Gloria Sanseverino, sul caso lavorano in sinergia i carabinieri di Giugliano, Pozzuoli e Castello di Cisterna.

Gaetano Beneduce
Gaetano Beneduce

I RAPPORTI CON IL CLAN – ll nome di Luigi Mattera, imprenditore, proprietario prima di un negozio di fiori a Monterusciello, poi socio di un ristorante a Pianura e attualmente titolare di una “paranza” al mercato ittico di Pozzuoli, compare in alcuni passaggi dell’ordinanza Penelope che nel 2010 portò in carcere 84 persone dei clan Longobardi e Beneduce. Del 43enne parla un pentito storico che lo annovera tra le 28 persone vicine al capo Gaetano Beneduce “Vorrei farvi in un elenco dei soggetti che sono attualmente rimasti insieme con Beneduce. Mi sono appuntato i nomi”. Scenario del 2006 prospettato dal pentito che poi sarebbe mutato completamente con gli investigatori che definiscono l’uomo vicino al boss Gennaro Longobardi “con interessi anche sull’isola d’Elba, soprattutto nel campo della ristorazione”. Un rapporto tra Cicciotto e il boss che sembra essere solido, come dimostra la presenza del 43enne a bordo dell’auto della figlia del capoclan.

LO SCENARIO PUTEOLANO – Intanto a Pozzuoli c’è attesa. Se di colpo al clan Longobardi si tratta, si teme l’inizio di una faida di camorra. In città lo scenario è in continuo mutamento dopo la scarcerazione del boss Gennaro Longobardi e di Salvatore Ferro detto “Savio”, fratellastro dell’altro capo clan Gaetano Beneduce. Droga, estorsioni, usura le attività nell’area flegrea. Dopo tanti anni di pace gli equilibri forse stanno cambiando.