POZZUOLI – A quattro giorni di distanza dall’operazione che ha portato in manette Carlo Avallone, il pericoloso “boss fantasma” che per 5 mesi ha seminato il terrore nei quartieri, a Monterusciello si torna a sparare. Questa volta nel mirino sarebbe finita l’abitazione di un soggetto, già noto alle forze dell’ordine, e appartenente alla “vecchia guardia” vicina al clan del boss Gennaro Longobardi. Almeno tre colpi di pistola,  nel tardo pomeriggio di giovedì, sarebbero stati esplosi contro la porta di casa dell’uomo, che vive con la famiglia nei “600 alloggi”, zona popolare divisa tra il gruppo di Avallone e il “vecchio sistema”. Sulla porta dell’abitazione sono ancora visibili i fori riconoscibile a colpi di arma da fuoco.

IL MANDANTE – Stando a voci di quartiere ad agire potrebbero essere stati appartenenti al neonato clan del “boss fantasma”, che dopo l’arresto del capo avrebbero voluto dare un segnale forte sul territorio. “Vox populi” che, al momento, non trovano alcun riscontro ufficiale. Diversi i residenti del posto che avrebbero udito i colpi di pistola sparati contro la porta a piano terra dell’abitazione che sorge in uno dei palazzoni di edilizia popolare.

TERRA DI BATTAGLIA – I “600 alloggi” sono stati dal primo momento terra di battaglia tra Avallone e i reduci del clan Longobardi. E’ tra via D Chirico e via Martini infatto che negli ultimi due mesi si sono susseguite gambizzazioni e intimidazioni ai danni di pusher per il controllo delle piazze di spaccio: su tutte quelle a Giuseppe Aran e Damiano Siddi detto “suariello”. Quartiere che nelle ultime settimane è stato al centro di due importanti operazioni da parte dei carabinieri che hanno portato all’arresto di tre uomini del “fantasma”.