POZZUOLI – «Da oltre quattro mesi noi docenti dell’Isis Tassinari di Pozzuoli viviamo nell’attesa di ritornare ad insegnare in presenza nella nostra scuola, ai nostri alunni. Lo scorso gennaio il Comitato Pro Tassinari opportunamente costituitosi, formato dai docenti, dai genitori e dagli studenti, ha inviato una richiesta di chiarimenti a Città Metropolitana di Napoli, in merito alla problematica situazione dell’Isis Tassinari, senza mai ricevere risposta». Inizia così la lettera firmata dai professori dell’istituto scolastico di via Fasano e indirizzata Città Metropolitana; al governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca; al sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia e all’Ufficio Scolastico Regionale della Campania. I docenti del Tassinari si domandano nella lunga missiva «come sia possibile interdire l’accesso ad una sede scolastica per circa quattro mesi senza comunicare, né alle famiglie, né ai lavoratori dipendenti del Tassinari, una data di riapertura ed allo stesso tempo prospettare una soluzione anche se alternativa e provvisoria, in vista della dichiarata ripresa delle attività in presenza».

LE RICHIESTE – Il protrarsi di questa situazione di incertezza e di mancanza di comunicazioni chiare ed esaustive – segnalano i docenti del Tassinari –  ha già creato allarmismo e confusione, con un conseguente calo delle iscrizioni, che invece, negli ultimi anni, registrava un trend in continua crescita. Da qui una serie di richieste dirette a Città Metropolitana, quali: immediata chiarezza su tempi e modi di rientro nella sede di via Fasano, 13 Pozzuoli; chiarezza a riguardo delle altre strutture del territorio che ospitano le scuole in merito alla vulnerabilità sismica; accesso ai certificati di vulnerabilità sismica di tutte le scuole secondarie di secondo grado del territorio flegreo. I docenti del Tassinari si schierano così in prima linea perché agli studenti dell’Isis di Pozzuoli vengano garantiti gli stessi diritti degli altri studenti e famiglie di altre scuole.