POZZUOLI – Egregio direttore, le chiedo spazio per raccontare la mia esperienza negativa con il sistema “tamponi” regionale, ben sapendo di non essere un caso isolato e nella speranza che si corra ai ripari in vista della riapertura delle scuole e dell’autunno. Pur comprendendo le difficoltà degli operatori sanitari, senza un’organizzazione all’altezza c’è il rischio di paralizzare la regione.

IL FATTO
Venerdì 4 settembre vengo a sapere che una dipendente dell’azienda in cui lavoro è risultata positiva alla Covid19. Anche se l’ultimo blando contatto con lei l’ho avuto il 28 agosto e sebbene non avessi alcun sintomo, mi sono messa in auto-isolamento e nella giornata di sabato ho cercato di contattare l’Asl Na2 Nord per sapere cosa fare, ma tutti i tentativi sono andati a vuoto. Per velocizzare l’iter, domenica mattina all’alba, armata di mascherina e guanti, mi sono recata al Cotugno e mi sono sottoposta al tampone naso-faringeo. Mi è stato imposto l’isolamento fiduciario per 14 giorni e mi è stato detto che sarei stata contattata dalla mia ASL all’esito del test.

HO CONTINUATO A LAVORAREPur potendomi mettere tranquillamente in malattia, visto che mi sentivo benissimo e l’Azienda aveva bisogno di me, ho deciso di lavorare in smart working. Grazie ad un conoscente che lavora in ospedale, martedì 8 ho saputo informalmente della negatività del tampone. Un sospiro di sollievo per me e le persone vicine. Ad oggi, però, l’ASL Na2 Nord non mi ha ancora ufficialmente comunicato alcunché. Resto imprigionata in casa pur essendo trascorsi 14 giorni dall’ultimo contatto con la collega e con l’esito negativo del test non ufficializzato. Fortunatamente per la mia azienda non sono una lavativa e continuo a fare il mio lavoro da casa, ma senza il via libera ufficiale dell’azienda sanitaria non posso ritornare in ufficio. E senza conoscenza, dopo sei giorni di silenzio, sarei ancora in ansia. Onestamente non saprei dirle se il problema sia dovuto all’Asl Na2 oppure alla Na1, quella del Cotugno dove ho fatto il tampone.

COSI’ SI BLOCCA L’ECONOMIA E se le mie funzioni avessero richiesto la presenza, oppure, se fossi una lavoratrice autonoma o una piccola commerciante, chi avrebbe pagato/pagherebbe le conseguenze di questa inefficienza? Tra un po’ riapriranno le scuole ed inizierà l’autunno, ma se il sistema continua a funzionare male, perché il mio non è un caso isolato, rischiamo davvero di mettere in ginocchio l’economia regionale, oltre che mettere a rischio la nostra salute.

IL PARADOSSOFaccio un’ultima considerazione per evidenziare una contraddizione del sistema messo in piedi in Campania. Se questa estate sei andato in vacanza in Sardegna, all’aeroporto ti fanno subito il tampone e con l’esito negativo sei libero di fare quel che ti pare. Se invece sei rimasto a lavorare ed una collega si ammala, seguendo la normale procedura, occorre attendere giorni per fare il test, poi altri giorni per avere il risultato, e l’isolamento domiciliare dura 14 giorni anche se c’è negatività. Il “bello” è che sembra proprio che questi 14 giorni li contino dal giorno del test e non dall’ultimo contatto avuto con il contagiato. Sembrano piccolezze, ma, per chi ogni giorno deve vedere come mettere il piatto a tavola e per le aziende, non lo sono affatto. Nella speranza che questo mio sfogo possa contribuire a migliorare la situazione, la ringrazio per l’ospitalità e le porgo
Cordiali Saluti, M.M.