POZZUOLI – Nessuno sconto per Vincenzo Carnevale, detto “miez culillo”, cognato del boss Gaetano Beneduce, che aveva chiesto la concessione della liberazione anticipata. La Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso del 53enne contro quanto aveva stabilito il Tribunale di Sorveglianza di Avellino in riferimento al periodo di carcerazione tra il 2010 ed il 2017. Secondo i magistrati irpini, Carnevale non solo non aveva dato segni di ravvedimento, ma durante la detenzione si era anche reso protagonista di una condotta irregolare. Inoltre, a sostegno della tesi del Tribunale di Sorveglianza, c’era anche una nota della Direzione Distrettuale Antimafia dalla quale emergeva l’appartenenza dell’uomo al clan Longobardi-Beneduce, nonché diverse dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che lo indicavano come figura di spicco dell’organizzazione criminale. La difesa di Carnevale puntava invece a sostenere che il parere della Dda non fosse vincolante e che in un rapporto del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria si escludeva l’attualità dei collegamenti dell’uomo con la criminalità organizzata. La suprema corte ha bocciato in toto il ricorso, condannando il 53enne al pagamento di tremila euro.