POZZUOLI – Una regia che proviene da Napoli, dai clan del Rione Traiano, di Pianura e Marano ai quali fa gola il territorio flegreo. Dietro le “stese” e le intimidazioni tra Licola e Monterusciello potrebbero esserci le famiglie che da sempre gestiscono i grossi traffici di droga. E il “boss fantasma”, il sorvegliato speciale ritenuto autore di stese e intimidazioni, starebbe agendo come “cavallo di troia” per i forestieri che vogliono approfittare del vuoto che si è creato dopo l’arresto del boss Gennaro Longobardi e dei suoi “eredi” per mettere le mani sulla città di Pozzuoli.

LE PIAZZE DI SPACCIO – Estorsioni e droga su tutti. E proprio su questa linea che si stanno colpendo attività commerciali e piazze di spaccio. Dopo una serie di incendi nel mese di agosto a settembre nel mirino sono finite le storiche piazze di spaccio. Quelle che nei racconti dei pentiti facevano parte delle 10 dislocate su tutto il territorio, un tempo gestite dai fratelli Ferro e da Nicola Palumbo e rifornite da Luigi Mattera, alias “Cicciotto Isola d’Elba”, ucciso due anni fa a Varcaturo nell’auto della figlia del boss Gennaro Longobardi. Piazze di spaccio di Monterusciello fino al 2015 controllate dai vari capi piazza Pio Aprea detto “Priariello”; Giuseppe Carotenuto detto “Pinuccio ‘a ricotta”, Angelo Capasso e il pentito Giuseppe Rocco.

GLI SPARI – Dicevamo gli spari nelle piazze di spaccio. I primi arrivarono il 3 settembre nei ‘600 alloggi, piazza in passato gestita da Giuseppe e Salvatore Trincone, padre e figlio, conosciuti come “o licc”. In quell’occasione fu ferito un pusher, uno dei “guaglioni” della vecchia camorra “made in Longobardi e Beneduce”. Quattro giorni fa la “stesa” nel lotto 5, in passato gestita da Francesco Romano, detto “Checcotto”. Il 14 settembre una “stesa” al lotto 1, in passato gestita da Gennaro Gaudini detto “o lupo”, che colpì anche un supermercato in via Verga. Raid che vanno avanti alla media di uno ogni dieci giorni, sempre nel tardo pomeriggio, in due occasioni poco prima di una partita del Napoli e in presenza di gente. Circostanze che testimoniano una  Il boss fantasma ha colpito in via Domitiana contro due attività commerciali e ufficialmente quattro volte a Monterusciello. Finora ha risparmiato Toiano e Licola Mare, altre due storiche piazze di spaccio.