POZZUOLI«Fuochi d’artificio degni dei migliori spettacoli di Capodanno, il palco con il cantante neomelodico di turno. E pure le telecamere con cameraman professionisti per festeggiare la liberazione di due boss di Pozzuoli. Una folla di persona, una festa in piena regola per celebrare due criminali appartenenti ai clan Longobardi e Beneduce, attivi nell’area flegrea. Una vergogna. Non è accettabile che si occupino intere zone della città per omaggiare due camorristi. Ed è ancora più vergognoso che ad acclamarli ci siano tanti giovani i quali continueranno a crescere con ideali completamente sbagliati, avendo come una via quella della delinquenza».

DALLA REGIONE – Queste le parole di Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi che aggiunge: «Non possiamo far altro che provare disprezzo per chi omaggi la criminalità. Ma l’ennesima festa per la liberazione va analizzata. Dall’ultimo episodio emerge, ancora una volta, come sia forte il legame fra musica neomelodica e criminalità organizzata. E’ chiaro che le forze dell’ordine devono iniziare a seguire maggiormente questi artisti, attenzionarli, per capire i rapporti con boss e sodali. Questi pseudo-cantanti lanciano messaggi d’odio contro i tutori della legge, a volte anche messaggi in codice per i membri dei clan, diffamano la civiltà, inneggiano alla criminalità. Vanno fermati».

IL CONSIGLIO COMUNALE – Questa invece la reazione della politica locale, ed in particolare del presidente del consiglio comunale di Pozzuoli Luigi Manzoni e dell’intera assise: «E’ un episodio che va condannato con forza e senza esitazione. A Pozzuoli siamo impegnati da tempo nel contrasto ad ogni forma di illegalità e di sopraffazione e non c’è spazio per i camorristi. Tutte le attività messe in campo, come ricordato dal sindaco, vanno in questa direzione, a partire dall’Osservatorio per la prevenzione ed il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e dalla marcia che fu organizzata proprio a Monterusciello con le scuole e le realtà associative del territorio. Solo affermando in ogni momento e in ogni luogo la cultura della legalità possiamo garantire un futuro a questa città».