Acqua1POZZUOLI. In passato, in tempi meno avanzati, si utilizzavano sistemi di erogazione basati sul recupero e sul non-spreco dell’acqua piovana. Soluzioni che gli ecologisti di oggi apprezzerebbero. Ma non è di un servizio eco-solidale che si sta parlando, quanto di un problema che da poco più di un anno affligge i condomini di una palazzina in Via Solfatara. A parlarne è Roberta Adamo, una vittima di questo disservizio che si concentra, per lo più, tra le ore 7:30 ed 11:30 del mattino, orario critico per chi, come molti, deve recarsi a lavoro.

via solfatara 149IL PROBLEMA- Allarmati dalla gravità della situazione e resosi conto che la cosa riguardasse pochi, è la stessa Roberta a rivolgersi ai rami alti del potere, rendendo nota la loro situazione con un messaggio pubblico su Facebook (visibile sulla stessa pagina ufficiale del sindaco Vincenzo Figliolia). Dalle risposte di chi si occupa del social, a Roberta viene spiegata l’entità del problema (che pare affligga l’intera zona) ed inizialmente tranquillizzata con l’invio di una squadra dell’acquedotto che, tuttavia, durante il sopralluogo, ammette di essere già a conoscenza della situazione e che, trattandosi di una problema di pressione, la soluzione non può essere immediata: l’intera zona è servita da una doppia fornitura, ma loro usufruiscono di una sola, quella più vecchia e non in grado di garantire un servizio continuo.

LA RABBIA – Il guasto però non riguarda tutti benchè si dica il contrario, e la rabbia di Roberta, portavoce della palazzina sita al civico 149, la porta nuovamente ad esortare il sindaco ad agire con un intervento radicale al fine di considerare il loro come un caso di emergenza, dato anche l’incalzare della stagione estiva.

LA DISPERAZIONE – E che il caldo stia già incidendo sulla diminuzione della pressione è evidente quando con un video – sempre pubblicato sulla pagina social – l’inquilina mostra come il disservizio si stia aggravando nel tempo, protraendosi anche oltre le ore 12. Ma tutto è già risaputo e «bisogna solo avere pazienza»: con queste parole, Roberta viene per l’ennesima volta congedata. Qual è il problema? Perchè un cittadino che paga regolarmente le tasse non può ricevere in cambio un servizio che gli spetta? O quanto meno una spiegazione logica ad un disservizio che colpisce pochi se non addirittura solo loro? Queste le domande che Roberta ci pone; domande a cui noi non possiamo dare una risposta, ma possiamo garantirle quella visibilità che speriamo porti qualcuno, magari chi di dovere, a porsele e a prendere i dovuti provvedimenti.