POZZUOLI – «In piena pandemia mondiale dove gli operatori sanitari vengono considerati eroi, noi andremo a casa». È uno dei tanti striscioni che campeggia all’esterno del Municipio di Pozzuoli, al Rione Toiano, dove è in corso un sit-in promosso dal personale del Centro Dedalo di Bacoli e del Centro Iside di Licola. Una delegazione dovrebbe incontrare il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, nei prossimi minuti. Sul posto anche numerosi assistiti delle due strutture. La protesta nasce per scongiurare che circa 90 pazienti psichiatrici perdano il servizio diurno di riferimento e che 30 pazienti residenziali vengano dislocati lontano dai nuclei familiari.

LA VICINANZA DEI SINDACI – Nella giornata di ieri anche i sindaci dei Comuni di Bacoli, Monte di Procida e Quarto hanno espresso preoccupazione per lo stato di salute degli assistiti e per i circa 60 dipendenti che rischiano di restare senza lavoro. «E’ forte l’intento – hanno scritto in una nota i tre sindaci – delle Amministrazioni di Bacoli, Monte di Procida e Quarto di difendere la permanenza sul territorio dei centri di riabilitazione dei pazienti psichiatrici nelle modalità in cui si sono svolte sin qui le attività mediche, riabilitative, relazionali in ambienti ampi ed in spazi aperti; esprimere forte preoccupazione per la sorte dei pazienti psichiatrici del territorio per i quali è auspicabile il prosieguo dei processi riabilitativi in spazi ad essi familiari; esprimere ferma volontà di difendere i livelli occupazionali in un periodo storico di gravissima crisi economica, sociale, occupazionale recata dalla pandemia da Covid-19; ribadire con forza la ferma volontà di difendere la permanenza sui territori dei Centri Sanitari e riabilitativi già esistenti evitando ai pazienti fragili ed alle loro famiglie ulteriori sofferenze e difficoltà».