di Stefano Erbaggio

Auto sulle dune all'interno della Foresta di Cuma
Auto sulle dune all’interno della Foresta di Cuma

POZZUOLI – Cavalli ed automobili sulla spiaggia di Cuma ne distruggono la biodiversità. Nella mattinata di lunedì, intorno alle  11.00, alcuni carretti trainati da cavalli ed un paio di automobili, scorazzavano liberamente sulla spiaggia che separa la Foresta di Cuma dal mare. Il problema è una realtà conosciuta da anni, con il quale la popolazione locale convive. Eppure queste attività, spesso legate alla malavita organizzata, rappresentano un serio attacco nei confronti dell’ecosistema di quel territorio e della sua biodiversità.

 

Cavalli tornano dalla spiaggia
Cavalli nella Foresta di Cuma

UN ECOSISTEMA TUTELATO – Le dune della Foresta, che confinano con la spiaggia, ricadono nella zona B del Parco Regionale dei Campi Flegrei, mentre la spiaggia stessa è riconosciuta come SIC (Sito di importanza comunitaria) ai sensi della “direttiva habitat” dell’Unione Europea, e pertanto gode di uno speciale regime di tutela. Sono tante le specie vegetali ed animali che vivono tra la duna e la spiaggia, primo fra tutti, per fama e bellezza, il Giglio di mare. Il passaggio di mezzi su ruote rappresenta un enorme fattore di disturbo: viene distrutta la vegetazione ed i nidi degli animali che nidificano tra le piante o sulla spiaggia. La vegetazione costituisce l’habitat ideale per gli insetti, i quali a loro volta rappresentano cibo per uccelli, mammiferi e rettili. Il passaggio di cavalli, automobili e moto rappresenta, quindi, un danno per tutto l’ecosistema, e pertanto ne impedisce lo sviluppo. Tra le specie animali che nidificano sulla spiaggia di Cuma c’è la Caretta Caretta, la tartaruga di mare, specie protetta e le cui uova potrebbero trovarsi spiaccicate sotto zoccoli o pneumatici.

 

IL FRATINO – Il via-vai abusivo rappresenta anche un deterrente per allontanare nuove specie. Il Fratino, un piccolo uccello che nidifica sulle spiagge, trova nel litorale domizio l’habitat ideale, ma le sue uova corrono lo stesso rischio di quelle della tartaruga. «Da studi effettuai sulle spiagge italiani, emerge che il passaggio di auto costituisce un fattore di rischio enorme per questi ecosistemi – spiega il dottor Marcello Giannotti, responsabile del progetto “Una spiaggia per il Fratino” dell’associazione ARDEA – Il Fratino è un uccello molto raro e protetto a livello comunitario, ma le auto ne distruggono i nidi, oltre a tutto l’ecosistema dunale». In Campania sono state rilevate solo una decina di coppie nidificanti, tutte concentrate sul litorale casertano, di cui il litorale di Cuma è il naturale prosieguo. Eppure, attualmente, non è mai stato rilevato. «La spiaggia di Cuma ha tutte le caratteristiche per la nidificazione di questo uccello ed altri, come il corriere piccolo, – continua l’ornitologo – ed un minore impatto antropico la renderebbe possibile».

 

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