POZZUOLI – Dopo due mesi di carcere si è pentito Gennaro Alfano, 30 anni, elemento di spicco del nuovo cartello criminale “gli amici di Toiano”. La sua decisione ha fatto scattare le misure di protezione nei confronti dei suoi familiari più stretti, in particolare per la moglie, i figli, i genitori e i fratelli che nei giorni scorsi hanno lasciato la città di Pozzuoli. Per Alfano, invece, è stato avviato l’iter riservato ai nuovi collaboratori di giustizia che in 180 giorni sono chiamati a raccontare fatti e a fornire riscontri ai magistrati che dovranno valutare la loro attendibilità.

INSULTI AL PENTITO – La notizia del suo pentimento è circolata anche sui social, in particolare su Tik Tok, dove offese e insulti hanno accompagnato diversi video-parodia messi in rete. Ex affiliato al clan di Salvatore e Lino Pagliuca, con cui ha mosso i primi passi nello scenario camorristico locale (da giovanissimo riforniva le piazze di spaccio di hashish del Rione Toiano ricevendo una paga di 100 euro settimanali), è ritenuto tra i fautori della recente mattanza proprio contro i Pagliuca iniziata dopo il pentimento di Lino.

OTTO PENTITI – Alfano è l’ottavo pentito di camorra dal 2020, anno del maxi processo anti camorra “Iron Men” che ha smantellato i gruppi nati dagli storici clan Longobardi e Beneduce. Gli altri pentiti sono i due boss Antonio Ferro e Lino Pagliuca e gli affiliati ai Gennaro Gaudino, Francesco Loffredo, Antonio D’Oriano, Salvatore Artiaco e Silvio De Luca. Quest’ultimo, passato dalla giustizia nel marzo scorso, di recente avrebbe fatto rinvenire un kalashnikov e una pistola in dotazione al suo gruppo criminale con base operativa nei “600 alloggi” di Monterusciello e alleato con il clan D’Ausilio di Bagnoli.