Damiano Siddi

POZZUOLI – Si alternavano nei ruoli di spacciatore, palo e rifornitore i tre uomini arrestati ieri sera nella piazza di spaccio dei “600 alloggi” di Monterusciello dove la droga veniva perfino nascosta nei muretti delle aiuole. Pusher e capipiazza che un anno fa, di questi tempi, erano finiti nella guerra per il controllo di una delle più grandi e storiche piazze di spaccio di hashish e marijuana della città: dei tre, uno fu gambizzato mentre a un altro gli crivellarono di proiettili la porta di casa.

Michele Loffredo

GLI ARRESTATI – Il blitz dei carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Pozzuoli ha portato in carcere: Damiano Siddi, 46 anni, detto “Suariello”; Michele Loffredo, 37 anni, detto “Fiet i cazetta”; Silvio De Luca, 22 anni, detto “Chicco”. I tre sono stati fermati in flagranza di reato dopo aver venduto droga a due acquirenti (identificati e segnalati alla Prefettura) in via Giorgio De Chirico, già teatro di un blitz nel maggio scorso. E, come accaduto 7 mesi fa, in un giardinetto i militari hanno rinvenuto e sequestrato 52 grammi di hashish e 10 di marijuana in dosi, 4 bilancini elettrici, centinaia di bustine di plastica, 80 euro in contanti e pure una pistola a salve.

Silvio De Luca

LA GUERRA – Damiano Siddi fu gambizzato l’8 novembre del 2017 proprio in via De Chirico, nei pressi della sua abitazione. Erano le 14.30 quando il 46enne fu colpito da colpi di arma da fuoco a una gamba all’interno della piazza di spaccio un tempo gestita da Giuseppe Trincone, Salvatore Trincone e Rosario Ferro, nipote del boss Gaetano Beneduce. Erano i giorni della guerra per il controllo delle piazze di spaccio e delle estorsioni ai locali scatenata da Carlo Avallone, il “boss fantasma” stanato alla vigilia di Natale durante un blitz dei GIS, le forze speciali dei carabinieri.