POZZUOLI – Un cardiologo del “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli è indagato per la morte del 38enne Nicola Di Pietro, avvenuta nella notte tra l’8 e il 9 giugno scorsi. L’uomo era giunto in ospedale accusando attacchi di vomito ed è deceduto dopo due ore durante un intervento di angioplastica. La Procura di Napoli nei giorni scorsi ha aperto un fascicolo di indagine a carico del cardiologo responsabile del laboratorio di emodinamica: è lui l’unico indagato tra i componenti dell’equipe di sanitari che quel sabato sera prese in carico il 38enne. Sulla salma di Di Pietro, ieri mattina è stata effettuata l’autopsia nel centro di medicina legale del Secondo Policlinico di Napoli dove era stata trasferita dieci giorni fa: entro un mese e mezzo sono attese le prime relazioni che serviranno a fare luce sulle cause che hanno portato al decesso.

I FUNERALI – Sempre in giornata la salma è stata dissequestrata per consentire i funerali che si sono svolti questa mattina alle 10 nella chiesa di San Gennaro dove parenti, amici e molti conoscenti hanno regalato l’ultimo saluto a Nicola Di Pietro, venditore di auto ed ex titolare di un’officina meccanica che viveva con la propria famiglia in via Monterusso. In tanti hanno voluto accompagnare l’uomo nel suo ultimo viaggio: stamane la chiesa di Pozzuoli era infatti gremita per l’addio al 38enne.

LA VICENDA – Il 38enne arrivò in ospedale, accompagnato dal padre e dalla fidanzata, in seguito ad attacchi di vomito accusati nel pomeriggio. Stando ai referti sanitari al momento del suo arrivo aveva già un infarto in corso ed è poi deceduto in seguito a un arresto cardiaco provocato da un infarto acuto che lo ha colpito mentre veniva sottoposto a un intervento di angioplastica. Una versione dei fatti che però non è andata giù alla famiglia Di Pietro che ha nominato un legale per fare luce sulla vicenda. «Era entrato in ospedale cosciente, con le proprie gambe e dopo due ore è uscito morto – racconta suo fratello Antonio – Dal pronto soccorso lo hanno portato giù per sottoporlo a una coronarografia. Poi dopo due ore ci sono venuti a dire che mio fratello era morto. Come è stato possibile? Stava bene, mai aveva accusato problemi prima di quel giorno. Chiediamo che si faccia chiarezza, vogliamo sapere se si poteva salvare e se le procedure siano state applicate in modo corretto».

LA REPLICA – Sulla vicenda anche l’Asl Napoli 2 Nord ha avviato una serie di procedure di verifica attraverso le quali ha ricostruito minuto dopo minuto il percorso diagnostico a cui era stato sottoposto il 38enne. “Dai primi riscontri è emerso che il paziente è giunto in Pronto Soccorso alle 23.05 accompagnato dai familiari. L’equipe dei sanitari lo ha immediatamente preso in carico nella sala del codice rosso alle 23.06, e avendo riscontrato che era in corso un infarto, alle 23.11 gli sono stati somministrati i farmaci per il trattamento farmacologico previsto. Meno di 40 minuti dopo il paziente è stato trasferito nella sala di emodinamica per sottoporlo ad un intervento di angioplastica. Tale tempistica –spiega l’Asl Napoli 2 Nord – è in linea con le migliori esperienze di gestione dell’emergenza cardiologica italiana ed internazionale ed è un indicatore di quanto la i reparti di Pronto Soccorso e Cardiologia interventistica del Santa Maria delle Grazie siano cresciuti in competenza ed organizzazione.

IL DECESSO – Nel corso dell’operazione di angioplastica cui è stato sottoposto il paziente, a causa di una nuova crisi cardiaca – evento che può verificarsi nei casi di infarti acuti di particolare gravità – sono accorsi in supporto dai propri reparti due medici rianimatori ed un cardiologo. Nonostante le ripetute manovre rianimative messe in atto nei minuti immediatamente seguenti la crisi, non è stato possibile salvare la vita al paziente. L’azienda esprime il proprio cordoglio ai familiari del paziente deceduto e rinnova la stima circa la professionalità e la capacità dei propri operatori.”