La Darsena di Pozzuoli
La Darsena di Pozzuoli

di Stefano Erbaggio

POZZUOLI – Niente futuro per i pescatori flegrei? L’inquietante interrogativo arriva da alcuni addetti ai lavori proprio mentre sono in corso le procedure per l’attuazione di due provvedimenti, uno statale ed uno regionale, funzionali alla riduzione delle attività di pesca sul territorio nazionale.  L’obiettivo mirerebbe ad uno svecchiamento degli operatori del settore ed a stabilire un equilibrio tra la quantità di pesce presente nel Mediterraneo e quello che viene pescato, in maniera tale da impedire la scomparsa della risorsa e quindi della pesca. All’atto pratico si offrono contributi per la demolizione dei pescherecci e per la cessione delle licenze di pesca operando una riconversione professionale.

 

I NUMERI – Il dato è allarmante: secondo l’apposito comitato scientifico della pesca europea il 95% delle popolazioni di pesci del Mediterraneo è sovrasfruttato. A livello locale la problematica è più complessa. I pescatori di Pozzuoli, ultimi di una tradizione millenaria, lamentano il totale disinteresse delle istituzioni nei loro confronti. È ben accetta la salvaguardia delle risorse naturali dei nostri mari, ma viene segnalato che accanto alla dismissione della flotta, non viene avanzata nessuna proposta per contrastare l’assenza di cambio generazionale e che manca un punto di sbarco, in quanto il mercato ittico non è più accessibile. I tanti adempimenti e cavilli burocratici tendono, inoltre, a mettere in difficoltà i piccoli pescatori, che si sentono privi di qualsiasi garanzia. «Noi pescatori non siamo tutelati – racconta con rabbia uno di loro, tra i più giovani – vogliono farci scomparire da Pozzuoli». La necessaria politica di dismissione e di riduzione non sembra essere accompagnata da programmi di rinnovamento e valorizzazione di questo settore, che nei Campi Flegrei è storico e rappresenta da sempre il cuore dell’economia tradizionale.