POZZUOLI – Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato che la pratica del canto produce effetti benefici sulla nostra salute non solo psicologica. Il “canta che ti passa” non è solo un detto popolare, ma è uno di quei casi in cui il pensiero comune incontra la realtà e trova dunque il suo fondamento: cantare per liberare energia, per emozionare ed emozionarsi, per capirsi e per migliorare la propria salute! L’esperienza del suono della voce ha inizio nella primissima infanzia: diversi studi confermano che durante il periodo di gestazione il bambino riconosce l’intonazione della voce della mamma, riconoscendo così, di questa, anche lo stato emotivo e una volta al mondo con il suo pianto il neonato può modificare il mondo che lo circonda per dare soddisfare i propri bisogni.

Nel canto lo strumento è il corpo e le corde vocali lo fanno risuonare. È importante dunque prestare attenzione al corpo che risuona, vibra, respira, si rilassa perché il circuito orecchio-cervello-voce entri in funzione. Ecco cosa accade quando cantiamo :il corpo , la mente e lo spirito sono liberi d’essere senza confini, capaci di superare i propri limiti e le convinzioni. Chi canta viene assorbito dalla musica, trasportato in un altro luogo, dimenticando ciò che ha intorno. Per la durata della performance la mente si aliena e la voce, senza troppi pensieri, inizia a cantare giovando al corpo, alla mente e al cuore! Infatti cantando oltre ad essere migliorato il nostro stato psico-fisico, viene anche liberato ed intensificato il “vissuto emotivo”. Una lingua di sentimenti che non ha paura di essere espressa, un messaggio nascosto tra le righe ed un linguaggio universale per eccellenza si mostra nella sua efficacia. Dare a noi stessi (e a tutti) la possibilità di fare questa esperienza, diventa importante innanzitutto perché proviamo in pratica a sperimentare quella libertà che tanto cerchiamo nella nostra vita e nell’espressione creativa. Cantare per migliorare il rilassamento psico-fisico e la percezione di una maggiore energia sono tra i primi benefici del canto.

Il canto coinvolge l’organismo a livello fisiologico, cognitivo, emotivo, socio-affettivo e relazionale e i benefici psicofisici, emotivi e sociali del canto corale sono innumerevoli: aumenta la funzionalità del sistema immunitario in quanto chi canta per un’ora di seguito aumenta i livelli di citochine, proteine prodotte dal sistema immunitario come ha mostrato uno studio del britannico Tenovus Cancer Care e del Royal college of Music; cantare migliora l’umore in quanto interessa anche il sistema endocrino: la produzione di cortisone , l’ormone dello stress, cala, mentre aumenta quella degli ormoni del benessere come ossitona, serotonina ed endorfine che danno una sensazione di euforia e di incremento di energia nonché di piacere e di felicità;
– riduce le tensioni muscolari in quanto rafforza alcuni muscoli in quanto cantare con il diaframma aiuta a rafforzare i muscoli di schiena e stomaco. Cantando si rinforzano anche i muscoli facciali, tonificandoli. Lo stesso vale per i muscoli che racchiudono la parte toracica che entrano in attività ogni volta che si canta;
– cantare rafforza i polmoni e migliora la postura in quanto chi canta regolarmente respira più facilmente perché i polmoni si esercitano continuamente, come quando si pratica un’attività sportiva. Quando si canto, inoltre, una postura corretta è fondamentale, perché aiuterà a emettere un suono più potente. Questa postura, diventerà poi naturale anche negli altri momenti;
– implica una respirazione più regolare e profonda da aumentare l’ossigenazione del sangue e migliorare la funzionalità cardiaca;
– favorisce la dilatazione dei vasi sanguigni e riduce la pressione sanguigna. Come conseguenza della riduzione dello stress e dell’ansia, il canto abbassa anche la pressione sanguigna come ha dimostrato una ricerca condotta presso l’American College of Rheumatology.
– migliora l’attività cognitiva. Numerosi studi dimostrano che il canto è capace di migliorare la funzionalità cerebrale e la lucidità mentale. Inoltre cantare stimola la memoria: la memoria va esercitata e va intesa come muscolo mentale, che se trascurato si atrofizza. Quando si canta, occorre ricordare le parole, cosa che porta ad usare la memoria più del solito;
– cantare aiuta a sviluppare l’immaginazione e l’empatia: il canto è in grado di abbattere ogni muro culturale e favorire l’immedesimazione ossia il “mettersi nei panni di” chi ha scritto la canzone o di immaginare una storia su di essa favorendo in tal modo anche la fantasia. Quando cantiamo il corpo, la mente e lo spirito sono liberi d’essere senza confini, capaci di superare i propri limiti e le proprie convinzioni. Chi canta viene assorbito dalla musica, trasportato in un altro luogo, dimenticando ciò che ha intorno. Per la durata della performance la mente si aliena e la voce, senza troppi pensieri, inizia a cantare giovando al corpo, alla mente e al cuore. Infatti cantando oltre ad essere migliorato il nostro stato psico-fisico, viene anche liberato ed intensificato il “vissuto emotivo”. Una lingua di sentimenti che non ha paura di essere espressa, un messaggio nascosto tra le righe ed un linguaggio universale per eccellenza si mostra nella sua efficacia.

Cantare in gruppo, cioè in coro, amplifica gli effetti benefici dell’atto del canto in quanto cantare in coro migliora i rapporti con le altre persone con le quali si condivide l’esperienza, migliora la sicurezza in se stessi, mette di buon umore data la possibilità di poter condividere l’atto del cantare, aumentando il senso di condivisione. Il canto corale è estremamente importante da un punto di vista sociale perché cantare in coro fa sentire il senso di appartenenza ad un gruppo, ad una comunità e consente di creare un unico suono che si muove armonicamente, di “vibrare” tutti insieme per armonizzare ed amplificare le frequenze dei sentimenti in un “corpo unico” ed in un’anima sola. Il canto corale ha il potere di arginare l’eccessivo individualismo e protagonismo in quanto si canta in coro no per emergere ma per amalgamarsi, aiutare gli altri e migliorare se stessi. La mancanza di competizione in questa pratica la rende estremamente importante perché ha degli effetti particolarmente positivi per i cantori: quando si canta in coro si devono evitare le rivalità e il narcisismo; il clima del coro deve essere di solidarietà, unione, condivisione e senso di protezione reciproca. Cantando in coro si condivide l’interesse per la musica, si vivono dunque momenti gratificanti si vince la timidezza e si abbatte l’ansia. Il corista canta sviluppando una sensazione liberatoria, un senso di armonia con gli altri e con se stesso. Cantare fa superare la pigrizia, mette in relazione con le altre persone con le quali possono nascere nuove amicizie, fa sentire leggeri e sereni.