Via Grotta dell'Olmo

LICOLA –Ritrovata morta con un foro alla tempia destra. E’ giallo sulla morte di una newyorkese, Alexandra Jessica Reisoglu, 26 anni, moglie di un militare americano del “JFC Command Naples” della Nato. Il cadavere della donna è stato rinvenuto dal marito all’interno del villino dove la coppia viveva nella frazione giuglianese di Licola, in via Grotte dell’Olmo, nei pressi degli svincoli della Variante Anas di Varcaturo. Omicidio o suicidio? Sul caso in queste ore stanno indagando i poliziotti del Commissariato di Giugliano e gli uomini del Ncis (Naval criminal investigative service), il nucleo investigativo della marina militare americana. Al vaglio degli inquirenti la posizione del marito della donna, Christopher Alexander Torres, 26 anni, che è stato sottoposto all’analisi dello Stube per accertare se abbia fatto uso di un’arma da fuoco.

 

PRENDE QUOTA L’IPOTESI DEL SUICIDIO – I rilievi della Scientifica e degli agenti del commissariato di Giugliano, guidati dal dirigente Aldo Mannella, ed i primi elementi raccolti dal medico-legale tendono ad escludere responsabilità del marito Christopher Alexander Torres, 26 anni.  La giovane donna reca i segni di un proiettile di pistola calibro 6.35 entrato dal sopracciglio destro. Il pugno della mano destra è rimasto chiuso, come se avesse stretto un oggetto. Il particolare coincide con le dichiarazioni del marito alla polizia, che ha affermato di averle tolto di mano l’ arma e di aver tentato di suicidarsi a propria volta. Intento non riuscito perchè la pistola era scarica.
L’ALIBI – Un telefono cellulare e un Ipad sequestrati nell’ abitazione dove la coppia viveva da circa un anno, dai quali sono stati scambiati messaggi prima della mezzanotte di ieri, l’ ora approssimativa della morte della donna, sembrerebbero confermare un litigio tra i due. Poi Torres era uscito di casa, per farvi ritorno solo a notte inoltrata.

LA RICOSTRUZIONE –Secondo una prima ricostruzione dei fatti pare che i due coniugi, nella giornata di venerdì, avrebbero avuto un litigio. L’uomo, intorno alle 19, avrebbe lasciato la moglie e la figlioletta piccola nella villetta di via Grotte dell’Olmo per poi ritornare 5 ore dopo ma rimanendo in contatto con la donna – secondo quando raccontato – attraverso una chat. Il militare, infatti, dopo la discussione con la donna avrebbe preso l’auto e si sarebbe allontanato da casa, andando in giro per alcuni bar. A rafforzare l’alibi dell’uomo anche alcuni sms che avrebbe inviato al cellulare della moglie. Al suo ritorno a casa l’uomo, non avendo le chiavi di casa ha infatti più volte suonato il campanello di casa senza ottenere alcuna risposta. A quel punto ha sfondato la porta ed è entrato in camera da letto dove ha trovato il corpo senza vita della 26enne.  Accanto al cadavere una pistola, una Beretta che non è in dotazione ai militari americani di stanza in Italia e che è risultata rubata nel 2006 a Mercato San Severino, in provincia di Caserta. A quel punto, l’uomo ha lanciato l’allarme chiedendo l’intervento della polizia.

 

LA PICCOLA – Alla scena, che si sia trattato di omicidio o suicidio, non avrebbe assistito anche la figlia di 4 anni della coppia, rimasta a casa con la madre dopo il litigio dei genitori. La piccola dormiva nel suo lettino e dopo la tragedia pare sia stata affidata ai superiori dell’uomo e condotta negli alloggi della Nato a San Cipriano d’Aversa. La famiglia americana viveva dal 2013 nel villino in via Grotta dell’Olmo.

 

UN GIALLO – Giunti sul posto i poliziotti italiani e gli investigatori americano hanno messo a soqquadro l’intera abitazione. Nelle stanze è stata rinvenuta una pistola Beretta diversa da quelle in uso dai militari americani e detenuta illegalmente dalla coppia e sono stati sequestrati i panni e i dispositivi mobili tablet e cellulari.