Le recinzioni della dune sono ormai sparite
Le recinzioni della dune sono ormai sparite

POZZUOLI – Degrado ed abbandono per la spiaggia e le dune di Cume. Qui lo Stato sembra aver fatto una scelta chiara, tirarsi indietro e creare una sorta di “oasi” dove tutto è concesso. Un paradiso terrestre, unico nelle mani dell’illegalità. Qui non comanda nessuno, né lo Stato né la criminalità. Semplicemente è tutto in mano a chi ha deciso di fare di quest’angolo dei Campi Flegrei, per storia e natura tra i più suggestivi, un terreno per i propri “affari”.

LO SCENARIO – Rifiuti sulla spiaggia, solchi di pneumatici che portano sulle dune, recinzioni completamente abbattute. Questo è lo scenario appena si arriva sull’arenile di Cuma alla fine dei lidi di Licola. Accanto a questo palese e triste degrado “fisico” non si può non notare uno strano movimento sulle dune. Decine di uomini che si muovono velocemente da un lato all’altro, un movimento fatto di soppiatto con l’animo di chi vuole nascondersi. Per chi si “ostina” a frequentare l’arenile per una passeggiata o una battuta di pesca amatoriale non ci sono dubbi, sulle dune si consuma prostituzione omosessuale. Ciò spiegherebbe il continuo movimento di uomini di ogni età.

LE DUNE ED IL MOTOCROSS – Correva l’anno 2011 quando salì agli onori della cronaca nazionale il triste fenomeno delle corse di motocross sulle dune. Fenomeno che venne stroncato dalle recinzioni che la Regione Campania installò in quei mesi. Recinzioni che oggi sono state totalmente abbattute e i segni di pneumatici, apparentemente di autovetture, chiaramente  dimostrano che le dune sono ancora terreno di corse di rally. Cuma e la sua spiaggia sono le origini della civiltà flegrea e meriterebbero maggiore rispetto da parte di tutti, istituzioni in primo luogo.