di Violetta Luongo

ambulanza centro storico (1)
La vettura del 118 costretta a fermarsi lontana dal paziente

POZZUOLI – «Siamo in trappola», la denuncia arriva dai residenti del centro storico puteolano dopo aver assistito ad una scena, quasi grottesca. Sono le 22.30, da lontano si sentono le sirene dell’ambulanza che si appresta ad arrivare dopo aver ricevuto una chiamata al 118, la vettura si ferma e i portantini con la lettiga scendono dal mezzo. Il semplice giungere alla meta diventa un percorso a ostacoli: pali dell’illuminazione e segnali stradali ostacolano il cammino e il passaggio sul marciapiede è impraticabile. La situazione si aggrava al ritorno, la barella è occupata dal paziente e il trasporto si fa ancora più difficoltoso.

 

E SE CAPITASSE UNA EMERGENZA – A questo punto non avendo spazio per manovrare l’ambulanza ha dovuto  percorrere tutta via Cosenza a retromarcia senza poter ripartire velocemente per raggiungere l’ospedale più vicino. «Mi auguro – dice un residente, Massimo Lubrano – che il paziente stia bene e che non sia stata una cosa grave, ma immaginiamo cosa potrebbe succedere se ci fosse una vera emergenza. Un incendio, come farebbe a passare l’autobotte dei vigili del fuoco? Dovrebbero spegnere l’incendio con i secchi? E non voglio neanche immaginare se ci fosse un’emergenza dove noi residenti del centro storico dovessimo scendere velocemente dalle nostre abitazioni per metterci in salvo da un evento che per scaramanzia non nomino».

 

SIAMO IN GABBIA COME ANIMALI – «Insomma mi sembra esagerato chiudere una zona così vasta mettendoci in gabbia come degli animali. Visto anche la lentezza dei lavori e il numero esiguo di operai che lavorano nel cantiere. Opere del genere in paesi “civili” sarebbero finiti in sei mesi. Mentre qui si parla di due anni. Penso anche ai commercianti e ai danni economici che stanno subendo oltre la crisi che oramai soffoca tutti gli imprenditori», conclude Lubrano.

 

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